Incontri quasiliberi….

Inauguriamo una nuova sezione di video in cui Quasiliberi (cioè io :P) incontra chef o manager sia di ristoranti vegani, che di ristoranti convenzionali che però hanno scelto di dedicare alcuni piatti a chi ha deciso di mangiare vegetale. Mi piacerebbe poi in futuro farlo anche con produttori di alimenti vegan, agricoltori, ecc…chissà!
Come ha detto lo chef del Konnubio, il primo ristorante che abbiamo visitato, “vegan è una scelta che va rispettata”.
KonnubioSpero che il video vi piaccia e presto un articolo relativo a questo incontro!

Clicca qui per vedere il video!

P.s (come sempre Simone ha girato e montato il video…ma come è bravo!  Anche la cantante di sottofondo però non è male 😀
W i Blake!!!)

 

Ancora sul “Social Eating”

Il Social Eating è un trend che si sta diffondendo anche in Italia e che rientra nel fenomeno più ampio della Sharing Economy.
sharing economyA parte il fatto, del tutto personale, che a me la parola SHARE (condividere) piace un sacco, perché implica dentro di sé un movimento circolare (io do a te che dai a me che restituisco a te che prendi da me ecc…) e non unidirezionale (io ti do, te prendi…e zitto!), credo che in un periodo di crisi del sistema economico così come è stato pensato nel secolo scorso, sia necessario rivedere e reinventare modi di fare economia. ECONOMIA intesa in senso etimologico: οἴκος (oikos), “casa” e νόμος (nomos), “norma“.  Quindi letteralmente “gestione della casa” o, se la vogliamo guardare in senso più ampio, della collettività. Se invece pensiamo a quello che ci hanno insegnato direttamente o indirettamente sull’economia, almeno a me viene in mente per prima la parola “PROFITTO” che deriva dal latino “proficere” che significa “avanzare”, “andare avanti” e per seconda la parola “LAVORO” che viene sempre dal latino “labor” che vuol dire “fatica” (tutta vita eh!?!). Quindi l’economia per come me l’hanno fatta vedere è un andare avanti con fatica! Sigh!
sharing-economy-hplead-bPurtroppo con le scienze economiche non sono mai andata molto d’accordo quindi forse è per questo che spero in una “riforma” (dal basso) dell’economia. La Sharing Economy potrebbe essere una risposta, almeno per una fetta della popolazione mondiale, sia alle necessità strette di singole persone e famiglie, che per il benessere del pianeta, visto che si propone di “promuovere forme di consumo più consapevoli basate sul riuso invece che sull’acquisto e sull’accesso piuttosto che sulla proprietà” (articolo pubblicato su www.laretechelavora.com).
Per quanto riguarda il tema che interessa me più direttamente,  il Social Eating, si sta affermando come modo non solo di consumare pasti, ma anche di incontrare persone con gusti, sensibilità ed interessi simili. Anche se ancora non esiste una norma specifica su questo tipo di attività, il “legislatore” (parola che fa paura), insieme a società presenti in questo mercato (per esempio il sito www.gnammo.com) fornisce qualche indicazione visto che l’attività si configura come “prestazione occasionale di servizio tra privati”.
Se vi interessa sapere un po’ sui numeri del fenomeno vi rimando ad un articolo di Repubblica.it in cui sono riportati un po’ di dati per Regione.
Speriamo quindi che questo percorso vada avanti in modo lineare, senza che l’italico mostro burocratico si mangi, oltre alle passioni dei cucinieri, anche tutte le loro buone intenzioni.

Zucca zucca delle mie brame…

Ormai l’autunno si è affermato e i colori e i sapori sulle nostre tavole cambiano. Abbiamo bisogno di calore, morbidezza e dolcezza e sentiamo meno l’esigenza delle note asprigne e fresche. Per questo alcune persone (come me, per esempio) considerano la zucca gialla l’ortaggio prediletto di questa stagione.
zucca2Bella, soda, vivace e durevole, la zucca gialla, nelle sue molte varietà, è per me un vero e proprio extra regalo della Natura. È come un dono inaspettato, un pacco con un bel fiocco da aprire anche in assenza di un’occasione particolare, “solo” per celebrare la vita (ho detto poco!).
A parte le caratteristiche estetiche della zucca che la rendono, come dicevo, un ortaggio eccezionale, quello che mi piace di questa verdura è che a fronte della sua dolcezza e della sua ricchezza di sapore, che rende numerosi piatti particolarmente ghiotti (basta pensare alla crema di zucca, al risotto, alle polpette o anche la zucca in forno con aglio e rosmarino), corrisponde un alimento molto ricco di nutrienti, digeribile e leggero.
zucca3
La zucca è infatti ricca di fibre, di vitamine (A, C) e minerali (calcio e potassio). Povera di grassi e zuccheri e quindi poco calorica (circa 15-18 kcal per 100 gr). Alla zucca, grazie alle sue caratteristiche, vengono attribuite varie proprietà tra le quali:
combattere insonnia, ansia e stress;
prevenire malattie cardiache tanto che viene considerata un ortaggio salva cuore grazie al beta-carotene e agli Omega-3;
contrastare colite e stitichezza perché, come già detto, ricca di fibre;
rinforzare capelli, unghie e pelle.
Va ricordato poi che i semi della zucca sono utilizzati da sempre come potenti vermifughi perché portano al distaccamento dei parassiti dalle pareti intestinali e ne facilitano l’espulsione.
Infine anche la buccia della zucca, che quasi tutti scartano, è in realtà commestibile (io la zucca con la buccia l’ho mangiata per la prima volta a Plum Village in Francia ed era buonissima!) e recenti studi hanno scoperto che contiene proteine che ostacolano il proliferare di batteri e funghi, cosa che la rende interessante come “antibiotico” naturale.
Zucca1
Un altro aspetto affascinante della zucca è che a questo frutto sono legate varie storie e leggende. Sicuramente una delle più carine (anche se a me fino ad ora sconosciuta) è quella che la lega alla festa di Halloween. La famosa Jack-o’-Lantern nasce da una vecchia storia irlandese (quanto mi piace l’Irlanda!!!) in cui il protagonista è un uomo di nome Jack, noto per essere un grande bevitore (era irlandese, come poteva essere altrimenti!). A questo link trovate tutta la storiella che vi potrebbe far piacere leggere.
Zucca jack-o-lantern
La zucca poi è sempre stata considerata, sia in Oriente che in Occidente, strumento di connessione con il mondo dei morti e mezzo per l’ascesa nel regno dei cieli, tanto che ne sono stati ritrovati dei semi dentro antiche tombe nella regione di Wurttemberg (vicino a Stoccarda).
E poi come non pensare alla zucca di Cenerentola che diventa una bella carrozza?
Insomma, la zucca è davvero una benedizione, ricca di gusto non solo per il palato ma anche per la fantasia. Vi invito quindi ad utilizzarla (la zucca…ma anche la fantasia :D) e magari a condividere le vostre ricette :)

Showcooking e altre avventure a tavola…

E’ arrivato l’autunno e con il cambio di stagione arrivano anche nuove idee. Questa volta ho organizzato un corso-degustazione in cui oltre a cucinare piatti completamente vegetali, spiegherò come preparare un menù #tuttovegetale che potrete riproporre a casa visto che vi lascerò le dispense con le ricette di ciò che assaggeremo.
Molte persone ancora pensano che se non c’è la carne (o il pesce) in tavola, il pasto non sia completo, ma vi assicuro che non è così. Ci possiamo sentire completamente soddisfatti, in pace con il mondo e assumere tutti i nutrienti anche (anzi, direi SOPRATTUTTO) con un menù che esclude cibi di origine animale.

Locandina web 23 10 2015

Chi ci ospiterà il 23 ottobre sarà Casaristobar, un laboratorio e cucina didattica ma non solo…la definirei una fucina di sogni e rifugio di sognatori. Grazie!
tavolo casaristobar
Per ulteriori informazioni contattatemi via Facebook o tramite i riferimenti sul volantino :)

Corso di cucina vegetale

Ciao! Dopo un bel po’ di silenzio, questo è il mio nuovo video. L’abbiamo girato durante uno dei corsi di cucina vegetale che ho tenuto ad Acquasanta  (Città della Pieve) per degli ospiti giapponesi. E’ stata davvero una bellissima esperienza in cui abbiamo scambiato ricette e sapori dei nostri paesi.
Corso cucina vegetale1Ringrazio tutte le partecipanti che sono state così attente e curiose di sapere ogni particolare delle ricette e degli ingredienti. Grazie infinite a Reiko Akasura che mi ha dato questa opportunità e ad Antonella per  aver sempre creduto in me.

Video girato e montato da Simone Baldini Tosi.
Musica: “The smile” – Blake

Vellutata dolce d’autunno

…con crostini di pane aromatico e pesto di foglie di carota.

Questa ricetta per me è un successo perché  se c’è una cosa che non mi è mai piaciuta  sono le rape rosse. Da bambina le temevo come la peggiore delle schifezze. Devo dire che fortunatamente mia madre non mi costringeva a mangiarle, visto che mangiavo tutte le altre verdure… menomale! Ultimamente però, soprattutto da quando mi sto dedicando alla cucina vegetale, ho iniziato ad inserire la barbabietola rossa a piccole dosi  nelle mie ricette perché il suo colore brillante è davvero troppo invitante.
Barbabietola-Rossa
Con l’inizio dell’autunno ho iniziato a sperimentare nuove minestre, creme e vellutate e il freddo mi ha dato l’ispirazione per questa ricetta calda, avvolgente e dolce.  Spero che vi piaccia!

INGREDIENTI
Per la vellutata:
1 cipolla dorata
1 carota
700 gr di zucca gialla pulita
1 patata grande
1 barbabietola rossa
olio extravergine di oliva
sale
Per il pesto di foglie di carota:
1 mazzetto di foglie di carota
1 spicchio d’aglio
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di lievito alimentare
sale
Per i crostini e la decorazione:
3 fette di pane casalingo
olio
sale
rosmarino e salvia tritati finemente
1/2 confezione di panna vegetale (mandorla)
sesamo nero

PROCEDIMENTO
Per prima cosa prepariamo la vellutata. Se la nostra barbabietola è cruda mettiamola prima a cuocere o al vapore o in pentola a pressione, fino a che non risulta abbastanza morbida.
Intanto tagliamo a fettine sottili la cipolla e facciamola rosolare nell’olio. Aggiungiamo la carota tagliata a fettine e successivamente la patata e la zucca a tocchetti. Saliamo e aggiungiamo acqua bollente quanto basta a coprire tutte le verdure. Lasciamo cuocere fino a che le patate non saranno morbide (circa 30 minuti). Mentre le verdure cuociono prepariamo il pesto di foglie di carota. Prendiamo solo le foglie, laviamole e sbollentiamole pochi secondi in acqua leggermente salata. Scoliamole e immergiamole in acqua fredda per conservare la brillantezza del verde.
Strizziamo le foglie, tagliuzziamo con il coltello e mettiamole nel bicchiere del frullatore ad immersione. Aggiungiamo uno spicchio d’aglio, sale, lievito alimentare e olio quanto basta per ottenere un bel pesto verde.
Facciamo i crostini: tagliamo le fettine di pane a cubetti di circa 1 centimetro. In una padella antiaderente mettiamo dell’olio e quando è caldo mettiamoci i pezzetti di pane. Spolverare con le erbe aromatiche tritate e un po’ di sale. Quando il pane è croccante spegniamo il fuoco.
Terminiamo la vellutata aggiungendo la barbabietola rossa già lessata e tagliata a pezzetti alle altre verdure. Frulliamo il tutto per ottenere una vellutata. Aggiustiamo di sale e la densità aggiungendo un po’ di acqua se serve. Non facciamo bollire troppo dopo aver aggiunto la barbabietola per non perdere il colore rosso.
Componiamo il piatto versando nel piatto la vellutata, al centro i crostini, sul crostino un cucchiaino di pesto e poi decoriamo con panna vegetale, semi di sesamo nero e un filo d’olio.

Cosa è una “food forest”?

Ne ho sentito parlare per la prima volta durante un corso di permacultura ma non ho mai approfondito molto l’argomento. I primi di novembre ci sarà presso la Fattoria Lara un corso dedicato a questo tipo di “coltivazione” (se così la possiamo chiamare) e mi piacerebbe partecipare.
Food forest locandina
Quello che so sulla food forest è che è un sistema che cerca di replicare le dinamiche e lo sviluppo della foresta, mettendo in pratica così uno dei principi della permacultura secondo cui le nostre azioni sono tanto più efficaci quanto imitano i processi naturali.
Nella food forest, o foresta giardino se preferite l’italiano, troveremo allora una grande varietà di piante che comprendono alberi da frutto, ma anche cespugli che producono bacche, commestibile sia per gli uomini ma anche per gli animali, fiori ed erbe eduli. Il modo in cui viene strutturata è a livelli, in cui le numerose piante occupano strati diversi, proprio come avviene in un bosco.
Tra le varietà di piante troveremo alberi d’alto fusto (ad esempio noci, mandorli, ciliegi…), arbusti (come i noccioli), erbacee perenni commestibili ed officinali, piante striscianti e tappezzanti, che riducono l’evaporazione dell’acqua e l’erosione, e ancora piante di cui si utilizzano le radici (topinambur, patata, aglio) e piante rampicanti (soprattutto viti, ma anche kiwi, fagioli rampicanti).

Per chi fosse interessato ad approfondire un po’ c’è un bell’articolo sull’argomento scritto Elena Parmiggiani, bravissima esperta di permacultura, altrimenti iscrivetevi anche voi al corso che si terrà alla Fattoria Lara a Castiglione del Lago e che verrà condotto da Stefano Soldati dell’associazione La Boa di cui vi posto un breve video su permacultura e food forest.