Incontri Quasiliberi

Mi sono accorta solo ora che non avevo ancora pubblicato qui sul blog il mio secondo video al Konnubio, quindi rimedio subito :)
E’ stato molto bello incontrare una grande chef come Beatrice Segoni e soprattutto è stato delizioso assaggiare i suoi piatti.
Konnubio6Credo fermamente che i ristoranti “ibridi” abbiano una marcia in più rispetto a quelli che si limitano ad un menu standard. Un ristoratore che decide di inserire dei piatti 100% vegetali nella propria lista secondo me non fa solo una scelta di marketing, ma anche di rispetto per i propri clienti,  dimostrando di avere a cuore le esigenze di ogni persona che varca la porta del locale.
Se da una parte è funzionale la specializzazione in uno specifico ambito culinario, come per empio quello vegan, riferendosi ad un target ben definito, dall’altra chi vuole proporsi al pubblico più vasto deve tenere conto delle necessità e preferenze dei clienti e quindi non tralasciare questo importante settore dell’alimentazione.

Qui di seguito qualche foto del backstage.
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E’ tardi per il panettone?

Lo so…è già tardi per pubblicare una ricetta del panettone, ma siccome sono arrivata solo adesso ad un risultato che mi soddisfa, la condivido ora. Male male lo farete il prossimo anno :)

Panettone tagliato(Panettone basso tagliato…e  mangiato!)

Confesso che la ricetta è un po’ lunghetta e che è quasi d’obbligo avere l’impastatrice. Però se la cosa non vi spaventa devo dire che quando ci si prende la mano non è poi così complicato.
Quindi ecco la mia ricetta per un panettone casalingo e tutto vegetale.

INGREDIENTI
Per il primo impasto:
100 g di farina Manitoba bio
100 ml di latte di soia (io ho usato Alpro che è leggermente dolce)
5 g di zucchero di canna integrale
6 g di lievito di birra fresco

Per il secondo impasto:
150 g di farina tipo 2 bio (ho provato con la 00 ma l’impasto è venuto più umido)
250 gr farina manitoba bio
200 gr di zucchero di canna chiaro
2 g di lecitina di soia
Scorza di un’arancia non trattata
145 ml di latte di soia tiepido
10 g di lievito di birra fresco
120 gr burro vegetale possibilmente bio
1/2 cucchiaino di curcuma

Per il terzo impasto
100 gr farina manitoba bio
1 pizzico di sale
120 g di uvetta sultanina (ammollata e infarinata)
100 gr mirtilli essiccati (ammollati e infarinati) oppure canditi a pezzetti, oppure altri 100 gr di uvetta.

PROCEDIMENTO
Innanzi tutto prepariamo il primo impasto, il cosiddetto “lievitino”. Sciogliere 6 g di lievito di birra fresco nel latte di soia tiepido, addolcito con 5 gr di zucchero di canna. Con un cucchiaio, mescolare il mix di lievito e latte con la farina manitoba fino ad ottenere una pastella; coprire la ciotola con pellicola trasparente e lasciar lievitare per un’ora in un ambiente tiepido e riparato da correnti d’aria. Io l’ho messo in forno con il programma lievitazione (35 gradi ma secondo me saranno stati al massimo 30). Se non lo avete potete metterlo in forno con la luce accesa.

12390991_1638156393104779_1809091932017589265_n(Lievitino già lievitato)

Mentre il primo impasto lievita portiamoci avanti con il secondo impasto preparando lo zucchero. Frulliamo lo zucchero di canna integrale con la lecitina di soia e la scorza di arancia.
Quando il primo impasto è lievitato, sciogliamo il lievito di birra nel latte di soia tiepido. Mettiamo il primo impasto nella ciotola dell’impastatrice. Aggiungiamo lo zucchero di canna tritato aromatizzato, il lievito disciolto, la farina di tipo 2, la curcuma e il burro vegetale a temperatura ambiente. Impastiamo per qualche minuto e poi aggiungiamo, poca per volta, la farina Manitoba. Impastare alcuni minuti (almeno 10) fino a che l’impasto risulterà omogeneo e molto appiccicoso. Copriamo la ciotola con un foglio di pellicola trasparente e lasciamo lievitare per tutta la notte (12 ore circa) sempre nel forno in modalità lievitazione.

12390876_1638279109759174_2014973271639530075_n(Secondo impasto lievitato)

La mattina seguente facciamo il terzo impasto. Mettiamo in ammollo l’uvetta e i mirtilli essiccati in acqua tiepida per dieci minuti (volendo si possono ammollare nel vin santo). Rimettiamo la ciotola dell’impasto sotto l’impastatrice ed uniamo gli ultimi 100 gr di farina e un pizzico di sale. Facciamo lavorare per circa 10 minuti. Quando la farina sarà incorporata uniamo la frutta secca strizzata dall’acqua di ammollo e successivamente infarinata.

12391825_1634662150120870_338392237559338798_n(Terzo impasto)

Lasciamo che l’impastatrice lavori qualche minuto tutti gli ingredienti. Poi rovesciamo la pasta sulla spianatoia infarinata.

Impasto Panettone

La pasta a questo punto sarà morbida ma non appiccicosa. Allunghiamola due o tre volte e ogni volta chiudiamola a libro per dare delle pieghe. Alla fine dobbiamo formare una palla (se cercate su youtube trovate dei video sulla cosiddetta “pirlatura” che è il metodo con cui si fa questa palla) e riporla nello stampo da panettone, quello di carta. Io ho usato sia lo stampo alto che quello basso. Forse con quello basso il risultato (lo vedete nella foto di copertina) è più sicuro quindi per la prima volta vi consiglio quello.

Nello stampo    10368479_1638279126425839_3049961968222775880_n(Nello stampo alto e nello stampo basso)

Lasciamo lievitare, sempre dentro il forno con la lucina accesa, per circa tre ore o fin a quando l’impasto arriva fino al bordo dello stampo.

12345461_1634661946787557_3330471996502685084_n   12321305_1634661880120897_2396975254623251998_n   12360024_1634661846787567_8389576763006962701_n(Fasi della lievitazione)

Quando è bello gonfio togliamo il panettone dal forno e preriscaldiamo a 200°C. Intanto spennelliamo delicatamente con poco latte di soia la superficie. La tipica croce del panettone l’ho fatta solo una volta ma devo dire che ho preferito le versioni in cui non l’avevo fatta. Sperimentate e fatemi sapere come vi trovate meglio.
5 minuti prima di infornare abbassiamo a 180 gradi. Spennelliamo la superficie con un po’ di latte di soia e cuociamo il panettone prima per 10 minuti, poi abbassiamo la temperatura a 170°C e proseguiamo per altri 40 minuti. In totale deve cuocere 50 minuti.
Il mio panettone ha cotto bene mettendolo nel ripiano medio del forno. Sulla parte più bassa non mi si è cotto. Anche qui dovete vedere voi come si comporta il vostro forno. Verso la fine della cottura se vedete che diventa troppo scuro potete coprirlo con della carta forno.

12376427_1637281376525614_7768900143988160422_n(Panettone alto appena sfornato)

Se abbiamo un termometro per misurare gli alimenti possiamo usarlo per capire se il panettone è cotto: la temperatura deve essere 92-93 gradi (io non l’ho usato però). Trascorso il tempo di cottura togliamo il panettone dal forno e lasciamolo intiepidire a testa in giù, mettendo dei ferri da calza o degli spiedini lunghi alla base del panettone. Mettiamolo così infilzato appeso dentro una pentola o un grosso scolapaste (quello dell’IKEA) come ho fatto io…metto la foto perché non è facile spiegarlo a parole :)

12342355_1634661776787574_6934762427286149420_n(Panettone infilzato per farlo raffreddare)

Quando è freddo si può mangiare, volendo accompagnandolo con della crema all’arancia, dei fiocchetti di cioccolato, della panna vegetale, con una bagna di vin santo e liquore all’arancia oppure semplice, come vuole la tradizione .

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