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Tutte le mie ricette vegetali

Verdure fermentate 1 – Crauti e simili

Ciao a tutti,
dopo tanto rieccomi a scrivere sul blog. Sono appena tornata da un corso dal titolo “L’arte della fermentazione” tenuto da Sandor Ellix Katz, che può essere considerato il maggior esperto di cibi fermentati al mondo. E’ stata un’esperienza davvero bello, piena di informazioni e idee per sperimentare con verdura e frutta un sacco di preparazioni. Ho assaggiato una kombucha buonissima e altre bevande fermentate che nei mesi estivi che ci aspettano saranno davvero dissetanti e rinfrescanti.
Visto che le conoscenze vanno fatte girare, condivido con voi la ricetta di una preparazione molto semplice ma che a me piace molto, e cioè quella dei crauti. Non si tratta dei crauti che comprate nelle lattine o che trovate alle fiere ai banchini di hot dog e salsicce, che di vino non hanno più nulla, ma di cavoli (ed altre verdure, volendo) freschi messi a fermentare con del semplice sale (sempre marino integrale) per alcuni giorni. Il sapore è acidulo, croccante, fresco. Ottimi sia da spiluzzicare mentre si cucina, sia per arricchire le insalate, sia per accompagnare un secondo. In questa ricetta ci ho messo anche un po’ di carota per renderli un po’ più dolcini e della cipolla per dare un po’ di piaccante (poi a me la cipolla piace sempre!) Vediamo come si fanno!

Crauti e carote
INGREDIENTI:
– 1 cavolo cappuccio bio
– 2 carote grandi bio
– 1 cipolla rossa
– sale marino integrale (circa 2 cucchiai)

PROCEDIMENTO
Laviamo il cavolo e togliamo un paio di foglie esterne se fossero un po’ rovinate (non le buttiamo via). Laviamo anche le carote spazzolando bene la buccia. La buccia non la togliamo perché è proprio lì che si trovano i microrganismi che serviranno a trasformare le nostre verdure durante il processo di fermentazione. Sbucciamo la cipolla (quella va sbucciata invece!).
Tagliamo a listarelle sottilissime il cavolo, oppure usiamo la mandolina se l’abbiamo. Qui bisogna fare delle scelte: se vi piace il cavolo un po’ più croccante, tagliatelo leggermente più grosso (tipo 3 millimetri). Se tagliate il cavolo con la mandolina, verrà più simile ai crauti comprati, quindi più morbidi perché più tagliamo la verdura e maggiore sarà la superficie esposta al sale che fa fuoriuscire l’acqua di vegetazione. Mettiamo il cavolo tagliato in una grande ciotola.
Adesso tagliamo le carote. Anche in questo caso si più usare l’attrezzo per fare le carote julienne, oppure si possono tagliare in tralice finemente e poi di nuovo a bastoncini finissimi (circa 2 mm). Aggiungiamole al cavolo.
Infine “attacchiamo” la cipolla: la tagliamo prima a metà e poi a fettine sottili e mettiamo anche queste nella ciotola con il cavolo.
A questo punto prendiamo una manciata si sale fino marino integrale (saranno circa 2 cucchiai, non so, io faccio ad occhio) e mischiamo bene con le mani. Strizziamo anche un po’ le verdure. Vedremo che poco dopo l’inizio del nostro “massaggio” inizierà a formarsi dell’acqua, che è proprio l’acqua delle verdure che fuoriesce per azione del sale. Assaggiamo le verdure; devono essere belle salate, un po’ più di quello che useremmo per l’insalata (non mi dite che mangiate l’insalata senza sale!!!). Se vi sembra che manchi sale o che è uscita poca acqua aggiungete ancora un po’ di sale.
A questo punto prendiamo un bel barattolo di vetro, da almeno 1 litro-1 litro e mezzo e iniziate a metterci dentro le verdure. Premiamole bene in modo che occupino tutto lo spazio ed esca l’aria. Vedrete che pigiandole uscirà ancora più liquido. Quando il barattolo è pieno fino a 3-4 cm dal bordo, prendiamo una delle foglie che avevamo scartato, laviamola e scegliamo la parte migliore che useremo per coprire i crauti. Sopra questa foglia possiamo metterci un piccolo peso, come un sasso oppure un piccolo oggetto di plastica che, quando metterete il tappo del barattolo, prema sulle verdure. L’obiettivo è quello di far stare tutte le verdure sotto il livello del liquido. In questo modo non si formeranno muffe e la fermentazione procederà in modo ottimale.
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A questo punto arriva la parte difficile: aspettare. Dobbiamo aspettare 3 o 4 giorni tenendo il barattolo con i crauti fuori dal frigo. Ogni giorno li apriamo per vedere se sono sempre sotto il liquido e per far uscire l’anidride carbonica: vedrete che i primi giorni ci saranno un sacco di bollicine che escono.
Potete anche assaggiare la verdura e quando il gusto è di vostro gradimento, potete spostare il barattolo in frigo. La fermentazione rallenterà ma non si fermerà del tutto. Per quanto riguarda la mia esperienza, i crauti mi sono durati in frigo per 3 mesi (poi erano finiti, quindi non so se durano di più :P)
Questo tipo di preparazione si può fare con tutte le verdure croccanti (tutti i tipi di cavoli, sedano rapa, finocchi, ravanelli, carote, rape rosse ecc..). Con le verdure più morbide verrà meno croccante, bisogna provare, magari con piccole quantità, per vedere come viene.
img_3122-2Dopo 3 giorni sono così, pieni di liquido. Qui si vede anche il tappo di foglia di cavolo.

 

Spaghetti di zucchine con pesto di basilico e avocado

Ciao a tutti! dopo tanto mi faccio risentire :)
Oggi vi presento una ricetta estivissima: fresca e gustosa, croccante ma cremosa. Si tratta degli spaghetti di zucchine con il pesto di basilico e avocado. La croccantezza delle zucchine è addolcita dalla morbidezza dell’avocado.
La ricetta è facilissima, basta avere un frullatore e…l’attrezzo per fare gli spaghetti di zucchina. Io ho preso lo spiralizer della ICO, ma ne potete trovare diversi tipi su Amazon o altri siti.

INGREDIENTI (per 4 persone)
4 zucchine scure
mezzo avocado
1 mazzetto di basilico
1 bicchiere di anacardi
1 spicchio d’aglio
20 gr di pinoli tostati
1 cucchiaio di lievito alimentare
Olio EVO q.b.
Sale marino integrale
poca acqua

PROCEDIMENTO
Mettiamo in ammollo per almeno 30 minuti gli anacardi in acqua calda (oppure un paio di ore in acqua fredda). Con lo spiralizer formiamo gli spaghetti e mettiamoli in una ciotola coperti con un panno umido. Teniamo da parte gli avanzi della zucchina che andranno nel pesto.
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Nel bicchiere del frullatore mettiamo le foglie di basilico, l’avocado a pezzetti, l’aglio, metà dei pinoli, qualche pezzetto delle zucchine avanzate dallo spiraliser, il sale, gli anacardi ammollati e un po’ di olio (circa mezzo bicchiere). Iniziamo a frullare. Se non gira bene aggiungiamo un po’ di acqua fredda. Quando gli ingredienti sono ben frullati, aggiungiamo il lievito alimentare.  Assaggiamo ed eventualmente aggiustiamo di sale.
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Poco prima di servire condiamo gli spaghetti di zucchina con questo pesto. Decoriamo i piatti con il resto dei pinoli tostati, delle foglie di basilico e fiori a piacimento.
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Minestra dei Maya

Anche in estate può venir voglia di minestra. Questa l’ho ideata ispirandomi alla cultura Maya e a quello che avevo in frigo :P.
sacerdote-maya-strada-dei-39648279L’ho mangiata calda, ma secondo me è buona anche tiepida, quindi va bene anche per queste giornate di fine giugno.
E’ una ricetta molto veloce e semplice, adatta anche a chi non tollera il glutine. Buon appetito!

INGREDIENTI
(per 4 persone)
1 porro (la parte bianca, quella verde la terrete da parte per farci qualche altra cosa)
1 peperone rosso
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 patate
1 tazza di lenticchie rosa
1 confezione piccola di mais già cotto
8 cucchiai di riso integrale già cotto
olio extravergine di oliva
qualche fogliolina di timo
pimenton de la vera e peperoncino (quantità a seconda dei gusti)
sale
acqua

PROCEDIMENTO
Mettiamo a soffriggere con un po’ di olio il porro tagliato finemente. Nel frattempo tagliamo a dadini piccoli il peperone e le patate. Quando il porro si è ammorbidito aggiungiamo le verdure che abbiamo tagliato, il concentrato di pomodoro e le lenticchie rosa precedentemente sciacquate. Giriamo bene il tutto e appena ricomincia a sfrigolare aggiungiamo dell’acqua calda in modo che le verdure siano coperte e saliamo. Facciamo cuocere una mezz’ora fino a quando le patate non sono morbide. A questo punto aggiungiamo il mais e insaporiamo con peperoncino e pimenton de la vera. Aggiustiamo di sale.
Serviamo la minestra e poniamo al centro di ogni piatto  due cucchiai di riso integrale già cotto e condito con sale e semi di sesamo se li gradite. Cospargiamo con foglioline di timo e mangiamo con gusto :)

Gnocchi di ceci e farina di farro

Oggi voglio presentare una ricetta non mia, ma che ho trovato sul web e che ho leggermente modificato (ma davvero in minima misura). Si tratta degli gnocchi di ceci del blog di Vegolosi. Mi è stato chiesto di pensare ad un corso di cucina che valorizzi due ingredienti: i ceci ed il farro e quindi mi sono ricordata di questa ricetta che avevo visto passare su Facebook. L’ho sperimentata e devo dire che mi è piaciuta moltissimo, tanto che vorrò provarla anche con altri legumi.
Quindi bando alle ciance e mettiamoci al lavoro!

INGREDIENTI per 4 persone
– 450 gr di ceci lessati
– 50 gr circa di farina di farro
– mezzo cucchiaino di sale
– altra farina per la spianatoia

PROCEDIMENTO
Frulliamo i ceci scolati in modo da ridurli in purea e aggiungiamo la farina. Impastiamo bene aggiungendo il sale e quando la consistenza è abbastanza soda, stendiamo l’impasto alto circa 1 centimetro e mezzo. Tagliamolo a strisce e arrotoliamone ognuna creando dei cilindretti che andremo a tagliare in obliquo della grandezza desiderata.
Gnocchi di ceciMettiamo gli gnocchi in un vassoio infarinato. Intanto facciamo bollire una pentola di acqua con il sale e quando è il momento buttiamoci gli gnocchi. Quando vengono a galla significa che sono pronti. In questo caso i ceci li ho conditi con la salsa di pomodoro e “quasiformaggio” di anacardi e mandorle stagionato, ma saranno ottimi anche con un pesto di verdure o un ragù di seitan.
Gnocchi di ceci2

Biscotti di avena per la colazione

Ogni tanto capita di voler cambiare qualcosa nella propria alimentazione perché sentiamo che alcuni alimenti non ci fanno sentire molto bene. Per me in questo periodo è il caso della farina e di tutti gli alimenti che contengono glutine. Nonostante sia una grande amante di pasta, pane, pizza, dolci ecc, ho deciso di limitare un po’ queste delizie (sigh!) e quindi ho iniziato a cercare qualche ricetta gluten-free. Per prima cosa allora ho chiesto alla mia amica Francesca che ha un blog di cucina vegana e che spesso prepara dei piatti senza glutine. Mi ha consigliato una ricetta per fare dei biscotti da colazione, i “Biscotti della salute” che io ho leggermente modificato (è più forte di me, non riesco a seguire una ricetta alla lettera!!!).
La riporto qua sotto, è velocissima e facile 😛
Biscotti di avena per la colazione

INGREDIENTI
(per circa 12 biscotti)
– 50 gr di fiocchi di avena;
– 50 gr farina di mais fioretto;
– 30 gr di farina di riso;
– 30 gr di farina di tapioca;
– 2 cucchiai colmi di farina di cocco;
– 40 gr di olio di girasole deodorato;
– 80 gr di malto di riso;
– succo e scorza di mezzo limone;
– 4 cucchiai di latte vegetale (o un po’ di più se l’impasto è troppo sodo);
– 1 cucchiaino di lievito vanigliato per dolci;
– 12 lamponi.

PROCEDIMENTO
Mischiamo prima gli ingredienti secchi e poi quelli liquidi. Infine aggiungiamo i lamponi e giriamo energicamente in modo che si spezzettino un po’.
Aiutandoci con un cucchiaio distribuiamo il composto su una placca foderata di carta forno mantenendo un po’ di distanza tra un biscotto e l’altro.  Inforniamo a 180 gradi per 15 minuti.

Siccome mi piacciono i biscotti un po’ più morbidi li ho cotti solo 15 minuti.  Se vi piacciono più croccanti lasciateli in forno 5 minuti in più. Inoltre per la prossima volta ho pensato di cospargerli con dello zucchero di canna per renderli un po’ più dolci

Ciambelle (fritte)

Ciao a tutti,
lo so che Carnevale è passato, ma vivo un po’ a scoppio ritardato :) In realtà è stato mio figlio che mi ha chiesto se sapevo fare le ciambelline ed io ovviamente ho risposto “Come no!”.
In realtà non le avevo mai fatte e quindi mi sono messa alla ricerca. Per questa ricetta mi sono ispirata ad una ricetta tradizionale (trovata su Giallo Zafferano) ed ho sostituito gli ingredienti animali con quelli vegetali. Il risultato è stato apprezzato, sia da Elia che dagli amici che hanno fatto da cavia 😛
Ecco quindi di seguito la ricetta.

Ciambelline

Ingredienti
Lievitino
130 gr farina 00 o 0
120 gr latte di soia tiepido
10 gr di lievito di birra fresco

Secondo impasto
400 gr farina manitoba
250 gr di patate pulite a tocchetti
165 gr latte di soia
100 grammi burro vegetale
60 gr zucchero di canna chiaro e tritato finemente
scorza grattuggiata di un limone
aroma di vaniglia (facoltativo)
un pizzico di sale
1 manciata di farina extra
olio di arachidi
zucchero semolato o di canna

Procedimento
Prepariamo il lievitino facendo sciogliere il lievito nel latte tiepido. Aggoungiamolo alla farina e mischiamo bene. Lasciamo lievitare per almeno un’ora. Intanto lessiamo le patate e quando sono morbide passiamole al passaverdure (buchi piccoli)
Trascorso questo tempo prepariamo il secondo impasto. Mettiamo la farina manitoba nell’impastatrice (o in una ciotola se lo facciamo a mano), aggiungiamo il burro a temperatura ambiente, le patate schiacciate, il latte, il sale, lo zucchero e gli aromi. Impastiamo bene. L’impasto sarà un po’ appiccicoso. Per questo utilizzeremo la farina in più per staccare l’impasto dal contenitore dell’impastatrice e poter lavorare un po’ con le mani su un tavolo. Quando avremo ottenuto una bella palla liscia e morbida rimettiamo a lievitare per 2 ore.
Trascorso questo tempo versiamo l’impasto su una spianatoia o sul tavolo cosparso bene di farina e stendiamo con le mani fino ad avere uno strato di circa 1,5 cm. Con un bicchiere coppiamo la pasta e formiamo tanti cerchi. Con le dita poi formiamo un buco centrale e mettiamo le ciambelline a riposare su una teglia coperta di carta forno e un po’ di farina. Far lievitare le ciabelline un’oretta circa. A quel punto mettiamo sul fuoco l’olio per friggere e quando è ben caldo immergiamoci le ciambelle un po’ per volta. Giriamole più volte affinch si cuociano da entrambi i lati e quando sono nelle dorate mettiamole su un piatto coperto di carta assorbente. Cospargiamo con zucchero di canna (o semolato se vogliamo farci più male!) e serviamo tiepide.

P.s (con l’impasto avanzato, quello che risulta dopo aver copiato la pasta, ci abbiamo fatto una treccia (in realtà è stata Perla, la figlia della mia amica Betty che ha intrecciato :) ) che poi abbiamo infornato.  In questo modo abbiamo visto che la ricetta potrebbe essere usata anche per fare dei panini o brioches morbide per la colazione. Per essere ancora più (perché l’impasto non è molto dolce) ci abbiamo spalmato sopra il dulce de leche de coco…non vi dico… 😛 )

Ravioli al cacao ripieni di zucca gialla e patate

Ravioli al cacao ripieni di zucca gialla e patate con noci e olio alla curcuma (ho riscritto il nome della ricetta qui perché secondo Google è troppo lungo :P)

Ciao a tutti! Lo so che è da un po’ di tempo che mi sentite silenziosa. Non è che non sto cucinando, ma sono stata lontana dal computer e gestire il blog da iPad o iPhone non è così agevole. Oggi però voglio condividere con voi una ricetta che preparerò domani per degli amici che verranno a mangiare da me. E’ una ricetta ancora un po’ invernale, e la preparerò proprio per salutare questa stagione che sta, con un certo anticipo, lasciando spazio alla primavera, che ci donerà un tripudio di colori e sapori!

INGREDIENTI (x 5 o 6 persone)
Per la pasta
300 gr di semola di grano duro;
30 gr di cacao;
165 gr di acqua;
1 pizzico di sale.
Per il ripieno
700 gr di zucca gialla pulita;
350 gr di patate pulite;
1 cucchiaio di farina di castagne;
2 cucchiai di lievito alimentare;
1 cucchiaino di farina di lino;
noce moscata, cannella;
mezzo cucchiaino di curcuma;
un bel pizzico di salvia e rosmarino essiccati tritati;
sale.
Per il condimento
burro vegetale bio;
olio extravergine di oliva
salvia fresca;
noci leggermente tostate e spezzettate
olio alla curcuma
peperoncino secco.

PROCEDIMENTO
Per prima cosa impastiamo gli ingredienti per fare la pasta. Creiamo una palla liscia e mettiamo a riposare avvolta in pellicola trasparente.
Per il ripieno mettiamo la zucca già pulita e tagliata a fettine in una teglia da forno e inforniamo fino a quando non è morbida (circa 30 minuti a 200 gradi). Lessiamo le patate a cubetti. Quando le verdure sono cotte passiamole al passa verdure ed aggiungiamo gli altri ingredienti per il ripieno (sulla quantità di cannella regolatevi in base al vostro gusto).
Stendiamo la pasta in strisce sottili (penultima tacca della stendipasta) larghe circa 10 cm. Mettiamo un po’ di composto di zucca nella parte inferiore della sfoglia (lasciando però circa 1 centimetro e mezzo dal bordo) e distanziamo il ripieno di ogni singolo raviolo di circa 5 cm. Bagniamo il lato inferiore della sfoglia, ripieghiamola dall’alto verso il basso e cerchiamo di far uscire l’aria (si formeranno delle bolle). Tagliamo con la rotella per la pasta e formiamo i ravioli. Lessiamoli in abbondante acqua salata e intanto prepariamo il condimento di burro, salvia e noci e olio evo. Saltiamo nella padella i ravioli quando saranno pronti e serviamo con un rametto di timo fresco, olio aromatizzato alla curcuma e poco peperoncino essiccato.

E’ tardi per il panettone?

Lo so…è già tardi per pubblicare una ricetta del panettone, ma siccome sono arrivata solo adesso ad un risultato che mi soddisfa, la condivido ora. Male male lo farete il prossimo anno :)

Panettone tagliato(Panettone basso tagliato…e  mangiato!)

Confesso che la ricetta è un po’ lunghetta e che è quasi d’obbligo avere l’impastatrice. Però se la cosa non vi spaventa devo dire che quando ci si prende la mano non è poi così complicato.
Quindi ecco la mia ricetta per un panettone casalingo e tutto vegetale.

INGREDIENTI
Per il primo impasto:
100 g di farina Manitoba bio
100 ml di latte di soia (io ho usato Alpro che è leggermente dolce)
5 g di zucchero di canna integrale
6 g di lievito di birra fresco

Per il secondo impasto:
150 g di farina tipo 2 bio (ho provato con la 00 ma l’impasto è venuto più umido)
250 gr farina manitoba bio
200 gr di zucchero di canna chiaro
2 g di lecitina di soia
Scorza di un’arancia non trattata
145 ml di latte di soia tiepido
10 g di lievito di birra fresco
120 gr burro vegetale possibilmente bio
1/2 cucchiaino di curcuma

Per il terzo impasto
100 gr farina manitoba bio
1 pizzico di sale
120 g di uvetta sultanina (ammollata e infarinata)
100 gr mirtilli essiccati (ammollati e infarinati) oppure canditi a pezzetti, oppure altri 100 gr di uvetta.

PROCEDIMENTO
Innanzi tutto prepariamo il primo impasto, il cosiddetto “lievitino”. Sciogliere 6 g di lievito di birra fresco nel latte di soia tiepido, addolcito con 5 gr di zucchero di canna. Con un cucchiaio, mescolare il mix di lievito e latte con la farina manitoba fino ad ottenere una pastella; coprire la ciotola con pellicola trasparente e lasciar lievitare per un’ora in un ambiente tiepido e riparato da correnti d’aria. Io l’ho messo in forno con il programma lievitazione (35 gradi ma secondo me saranno stati al massimo 30). Se non lo avete potete metterlo in forno con la luce accesa.

12390991_1638156393104779_1809091932017589265_n(Lievitino già lievitato)

Mentre il primo impasto lievita portiamoci avanti con il secondo impasto preparando lo zucchero. Frulliamo lo zucchero di canna integrale con la lecitina di soia e la scorza di arancia.
Quando il primo impasto è lievitato, sciogliamo il lievito di birra nel latte di soia tiepido. Mettiamo il primo impasto nella ciotola dell’impastatrice. Aggiungiamo lo zucchero di canna tritato aromatizzato, il lievito disciolto, la farina di tipo 2, la curcuma e il burro vegetale a temperatura ambiente. Impastiamo per qualche minuto e poi aggiungiamo, poca per volta, la farina Manitoba. Impastare alcuni minuti (almeno 10) fino a che l’impasto risulterà omogeneo e molto appiccicoso. Copriamo la ciotola con un foglio di pellicola trasparente e lasciamo lievitare per tutta la notte (12 ore circa) sempre nel forno in modalità lievitazione.

12390876_1638279109759174_2014973271639530075_n(Secondo impasto lievitato)

La mattina seguente facciamo il terzo impasto. Mettiamo in ammollo l’uvetta e i mirtilli essiccati in acqua tiepida per dieci minuti (volendo si possono ammollare nel vin santo). Rimettiamo la ciotola dell’impasto sotto l’impastatrice ed uniamo gli ultimi 100 gr di farina e un pizzico di sale. Facciamo lavorare per circa 10 minuti. Quando la farina sarà incorporata uniamo la frutta secca strizzata dall’acqua di ammollo e successivamente infarinata.

12391825_1634662150120870_338392237559338798_n(Terzo impasto)

Lasciamo che l’impastatrice lavori qualche minuto tutti gli ingredienti. Poi rovesciamo la pasta sulla spianatoia infarinata.

Impasto Panettone

La pasta a questo punto sarà morbida ma non appiccicosa. Allunghiamola due o tre volte e ogni volta chiudiamola a libro per dare delle pieghe. Alla fine dobbiamo formare una palla (se cercate su youtube trovate dei video sulla cosiddetta “pirlatura” che è il metodo con cui si fa questa palla) e riporla nello stampo da panettone, quello di carta. Io ho usato sia lo stampo alto che quello basso. Forse con quello basso il risultato (lo vedete nella foto di copertina) è più sicuro quindi per la prima volta vi consiglio quello.

Nello stampo    10368479_1638279126425839_3049961968222775880_n(Nello stampo alto e nello stampo basso)

Lasciamo lievitare, sempre dentro il forno con la lucina accesa, per circa tre ore o fin a quando l’impasto arriva fino al bordo dello stampo.

12345461_1634661946787557_3330471996502685084_n   12321305_1634661880120897_2396975254623251998_n   12360024_1634661846787567_8389576763006962701_n(Fasi della lievitazione)

Quando è bello gonfio togliamo il panettone dal forno e preriscaldiamo a 200°C. Intanto spennelliamo delicatamente con poco latte di soia la superficie. La tipica croce del panettone l’ho fatta solo una volta ma devo dire che ho preferito le versioni in cui non l’avevo fatta. Sperimentate e fatemi sapere come vi trovate meglio.
5 minuti prima di infornare abbassiamo a 180 gradi. Spennelliamo la superficie con un po’ di latte di soia e cuociamo il panettone prima per 10 minuti, poi abbassiamo la temperatura a 170°C e proseguiamo per altri 40 minuti. In totale deve cuocere 50 minuti.
Il mio panettone ha cotto bene mettendolo nel ripiano medio del forno. Sulla parte più bassa non mi si è cotto. Anche qui dovete vedere voi come si comporta il vostro forno. Verso la fine della cottura se vedete che diventa troppo scuro potete coprirlo con della carta forno.

12376427_1637281376525614_7768900143988160422_n(Panettone alto appena sfornato)

Se abbiamo un termometro per misurare gli alimenti possiamo usarlo per capire se il panettone è cotto: la temperatura deve essere 92-93 gradi (io non l’ho usato però). Trascorso il tempo di cottura togliamo il panettone dal forno e lasciamolo intiepidire a testa in giù, mettendo dei ferri da calza o degli spiedini lunghi alla base del panettone. Mettiamolo così infilzato appeso dentro una pentola o un grosso scolapaste (quello dell’IKEA) come ho fatto io…metto la foto perché non è facile spiegarlo a parole :)

12342355_1634661776787574_6934762427286149420_n(Panettone infilzato per farlo raffreddare)

Quando è freddo si può mangiare, volendo accompagnandolo con della crema all’arancia, dei fiocchetti di cioccolato, della panna vegetale, con una bagna di vin santo e liquore all’arancia oppure semplice, come vuole la tradizione .

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Quasiliberi “Al Matassino – La trama del gusto”

È bello quando nascono delle collaborazioni. Ancora di più, secondo me, quando tali collaborazioni permettono di far avvicinare qualcuno ad un’idea a cui tieni.
Con il Ristorante “Al Matassino – La trama del gusto” è successo un po’ questo, perché oltre al menu tradizionale che caratterizza il locale, hanno deciso di aggiungere alcuni piatti completamente vegetali, ed hanno chiesto a me di studiare delle ricette per loro.
Dopo aver visionato la carta, per capire lo stile che avrebbero adottato, ho condiviso con loro alcune delle mie ricette in modo che chiunque voglia cenare al ristorante e consumare un pasto tutto vegetale, abbia la possibilità di scegliere un antipasto, un primo, un secondo ed un dessert, senza doversi raccomandare per farsi togliere questo o quello dai piatti proposti dallo chef. Per contraddistinguere questi piatti abbiamo anche ideato il logo che vedete qui sotto.
Logo QuasiLiberiVeg
Diciamo che è il ristorante ideale per le coppie miste, fatte di onnivori e vegani (per le coppie miste consiglio anche il Konnubio a Firenze).
Tra le cose che mi hanno portato ad accettare con entusiasmo questo incarico, c’è stato anche il concept dell’ambiente, perché se dovessi fare un ristorante mio lo farei esattamente così: una sala con un grande tavolo centrale in cui ci si può sedere ed incontrare e conoscere altre persone. Un posto dove, volendo, si può andare a mangiare da soli, perché tanto con chi fare due chiacchiere si trova. Insomma, una tavola conviviale in cui riscoprire il gusto non solo del cibo ma anche della compagnia.
Per me è stata davvero una bella esperienza perché ci siamo vicendevolmente scambiati conoscenze e competenze, oltre a qualche ora di simpatia e divertimento sfornellando tutti insieme.
brigata
Fatemi sapere quando andrete a provare questo ristorante e soprattutto dite che ve l’ho consigliato io 😛

Crema di zucca gialla con polentina di castagne

Come promesso pubblico un’altra ricettina a base di zucca gialla, il mio ortaggio preferito  autunnale (avevo già pubblicato quella della Crema dolce d’autunno in cui c’è la zucca) . Vi assicuro che l’abbinamento con la polenta di castagne è davvero azzeccato, provare per credere!!!
12141761_1621739261413159_6886137243141694808_nINGREDIENTI
– 800 g di zucca gialla pulita
– 1 cipolla dorata
– 1 patata di media grandezza
– 1 bicchiere di farina di castagne
– 2 bicchieri di acqua
– 1 pizzico di cannella
– 2 cucchiai di semi di zucca
– Olio extravergine di oliva
– Fiori di finocchio selvatico
– sale marino integrale
– pepe nero

PROCEDIMENTO
Innanzi tutto prepariamo la polentina di castagne: mettiamo i due bicchieri di acqua sul fuoco e appena raggiunge il bollore aggiungiamo un pizzico di sale. Versiamo la farina di castagne e un pizzico di finocchietto e cuociamo per circa 5 minuti fino a che non abbiamo una polentina bella densa. Versiamo il composto in un contenitore rettangolare e appena unto e mettiamo a raffreddare.
Soffriggiamo la cipolla in poco olio e quando inizia ad ammorbidirsi uniamo la zucca tagliata a pezzetti e privata della buccia e la patata sempre a dadini. Saliamo e quando riprende a soffriggere aggiungiamo dell’acqua bollente. Far cuocere fino a che zucca e patata non sono ben cotte. A questo punto frullare il tutto con il frullatore ad immersione e aggiustiamo di sale.
Tagliamo a dadini la polentina raffreddata che deve risultare abbastanza morbida (si deve schiacciare facilmente tra il palato e la lingua).
Serviamo mettendo in un piatto fondo la crema di zucca, al centro i dadini di polenta, spolveriamo con poca cannella e pepe nero, decoriamo con i semi di zucca leggermente tostati e dei fiorellini di finocchio selvatico.
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Zucca zucca delle mie brame…

Ormai l’autunno si è affermato e i colori e i sapori sulle nostre tavole cambiano. Abbiamo bisogno di calore, morbidezza e dolcezza e sentiamo meno l’esigenza delle note asprigne e fresche. Per questo alcune persone (come me, per esempio) considerano la zucca gialla l’ortaggio prediletto di questa stagione.
zucca2Bella, soda, vivace e durevole, la zucca gialla, nelle sue molte varietà, è per me un vero e proprio extra regalo della Natura. È come un dono inaspettato, un pacco con un bel fiocco da aprire anche in assenza di un’occasione particolare, “solo” per celebrare la vita (ho detto poco!).
A parte le caratteristiche estetiche della zucca che la rendono, come dicevo, un ortaggio eccezionale, quello che mi piace di questa verdura è che a fronte della sua dolcezza e della sua ricchezza di sapore, che rende numerosi piatti particolarmente ghiotti (basta pensare alla crema di zucca, al risotto, alle polpette o anche la zucca in forno con aglio e rosmarino), corrisponde un alimento molto ricco di nutrienti, digeribile e leggero.
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La zucca è infatti ricca di fibre, di vitamine (A, C) e minerali (calcio e potassio). Povera di grassi e zuccheri e quindi poco calorica (circa 15-18 kcal per 100 gr). Alla zucca, grazie alle sue caratteristiche, vengono attribuite varie proprietà tra le quali:
combattere insonnia, ansia e stress;
prevenire malattie cardiache tanto che viene considerata un ortaggio salva cuore grazie al beta-carotene e agli Omega-3;
contrastare colite e stitichezza perché, come già detto, ricca di fibre;
rinforzare capelli, unghie e pelle.
Va ricordato poi che i semi della zucca sono utilizzati da sempre come potenti vermifughi perché portano al distaccamento dei parassiti dalle pareti intestinali e ne facilitano l’espulsione.
Infine anche la buccia della zucca, che quasi tutti scartano, è in realtà commestibile (io la zucca con la buccia l’ho mangiata per la prima volta a Plum Village in Francia ed era buonissima!) e recenti studi hanno scoperto che contiene proteine che ostacolano il proliferare di batteri e funghi, cosa che la rende interessante come “antibiotico” naturale.
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Un altro aspetto affascinante della zucca è che a questo frutto sono legate varie storie e leggende. Sicuramente una delle più carine (anche se a me fino ad ora sconosciuta) è quella che la lega alla festa di Halloween. La famosa Jack-o’-Lantern nasce da una vecchia storia irlandese (quanto mi piace l’Irlanda!!!) in cui il protagonista è un uomo di nome Jack, noto per essere un grande bevitore (era irlandese, come poteva essere altrimenti!). A questo link trovate tutta la storiella che vi potrebbe far piacere leggere.
Zucca jack-o-lantern
La zucca poi è sempre stata considerata, sia in Oriente che in Occidente, strumento di connessione con il mondo dei morti e mezzo per l’ascesa nel regno dei cieli, tanto che ne sono stati ritrovati dei semi dentro antiche tombe nella regione di Wurttemberg (vicino a Stoccarda).
E poi come non pensare alla zucca di Cenerentola che diventa una bella carrozza?
Insomma, la zucca è davvero una benedizione, ricca di gusto non solo per il palato ma anche per la fantasia. Vi invito quindi ad utilizzarla (la zucca…ma anche la fantasia :D) e magari a condividere le vostre ricette :)

Showcooking e altre avventure a tavola…

E’ arrivato l’autunno e con il cambio di stagione arrivano anche nuove idee. Questa volta ho organizzato un corso-degustazione in cui oltre a cucinare piatti completamente vegetali, spiegherò come preparare un menù #tuttovegetale che potrete riproporre a casa visto che vi lascerò le dispense con le ricette di ciò che assaggeremo.
Molte persone ancora pensano che se non c’è la carne (o il pesce) in tavola, il pasto non sia completo, ma vi assicuro che non è così. Ci possiamo sentire completamente soddisfatti, in pace con il mondo e assumere tutti i nutrienti anche (anzi, direi SOPRATTUTTO) con un menù che esclude cibi di origine animale.

Locandina web 23 10 2015

Chi ci ospiterà il 23 ottobre sarà Casaristobar, un laboratorio e cucina didattica ma non solo…la definirei una fucina di sogni e rifugio di sognatori. Grazie!
tavolo casaristobar
Per ulteriori informazioni contattatemi via Facebook o tramite i riferimenti sul volantino :)

Vellutata dolce d’autunno

…con crostini di pane aromatico e pesto di foglie di carota.

Questa ricetta per me è un successo perché  se c’è una cosa che non mi è mai piaciuta  sono le rape rosse. Da bambina le temevo come la peggiore delle schifezze. Devo dire che fortunatamente mia madre non mi costringeva a mangiarle, visto che mangiavo tutte le altre verdure… menomale! Ultimamente però, soprattutto da quando mi sto dedicando alla cucina vegetale, ho iniziato ad inserire la barbabietola rossa a piccole dosi  nelle mie ricette perché il suo colore brillante è davvero troppo invitante.
Barbabietola-Rossa
Con l’inizio dell’autunno ho iniziato a sperimentare nuove minestre, creme e vellutate e il freddo mi ha dato l’ispirazione per questa ricetta calda, avvolgente e dolce.  Spero che vi piaccia!

INGREDIENTI
Per la vellutata:
1 cipolla dorata
1 carota
700 gr di zucca gialla pulita
1 patata grande
1 barbabietola rossa
olio extravergine di oliva
sale
Per il pesto di foglie di carota:
1 mazzetto di foglie di carota
1 spicchio d’aglio
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di lievito alimentare
sale
Per i crostini e la decorazione:
3 fette di pane casalingo
olio
sale
rosmarino e salvia tritati finemente
1/2 confezione di panna vegetale (mandorla)
sesamo nero

PROCEDIMENTO
Per prima cosa prepariamo la vellutata. Se la nostra barbabietola è cruda mettiamola prima a cuocere o al vapore o in pentola a pressione, fino a che non risulta abbastanza morbida.
Intanto tagliamo a fettine sottili la cipolla e facciamola rosolare nell’olio. Aggiungiamo la carota tagliata a fettine e successivamente la patata e la zucca a tocchetti. Saliamo e aggiungiamo acqua bollente quanto basta a coprire tutte le verdure. Lasciamo cuocere fino a che le patate non saranno morbide (circa 30 minuti). Mentre le verdure cuociono prepariamo il pesto di foglie di carota. Prendiamo solo le foglie, laviamole e sbollentiamole pochi secondi in acqua leggermente salata. Scoliamole e immergiamole in acqua fredda per conservare la brillantezza del verde.
Strizziamo le foglie, tagliuzziamo con il coltello e mettiamole nel bicchiere del frullatore ad immersione. Aggiungiamo uno spicchio d’aglio, sale, lievito alimentare e olio quanto basta per ottenere un bel pesto verde.
Facciamo i crostini: tagliamo le fettine di pane a cubetti di circa 1 centimetro. In una padella antiaderente mettiamo dell’olio e quando è caldo mettiamoci i pezzetti di pane. Spolverare con le erbe aromatiche tritate e un po’ di sale. Quando il pane è croccante spegniamo il fuoco.
Terminiamo la vellutata aggiungendo la barbabietola rossa già lessata e tagliata a pezzetti alle altre verdure. Frulliamo il tutto per ottenere una vellutata. Aggiustiamo di sale e la densità aggiungendo un po’ di acqua se serve. Non facciamo bollire troppo dopo aver aggiunto la barbabietola per non perdere il colore rosso.
Componiamo il piatto versando nel piatto la vellutata, al centro i crostini, sul crostino un cucchiaino di pesto e poi decoriamo con panna vegetale, semi di sesamo nero e un filo d’olio.

“Cena di gusto” vegan alla Palagina

Credo che sia bello che accada che alcuni ristoranti “tradizionali” a volte decidano di confrontarsi con la cucina vegan. È segno del fatto che aumentano le persone che fanno richiesta di piatti vegetali sia per motivi etici, ma anche per la curiosità di assaggiare sapori diversi.
Siccome non è sempre facile trovare occasioni per mangiare vegetale in Valdarno, quando ho saputo che al ristorante La Palagina hanno dedicato una delle “serate di gusto” alla cucina vegan, ne sono stata molto contenta.
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Ho chiesto al manager del ristorante, Fabio Bernini del perché di questa scelta e mi ha detto che “ormai l’alimentazione vegan è una tendenza, ma non perché sia una semplice moda, ma perché la tendenza delle persone sarà sempre di più quella di una maggiore consapevolezza ed attenzione per la salute, per l’ambiente e per il benessere degli animali”.
Il menù è davvero invitante e mette in campo…ops, nel piatto, tutta la sapienza dello chef della Palagina, Federico Cardi. Ecco in anteprima quello che assaggeremo mercoledì 16 settembre:

Polpette di sesamo, ceci e spinaci serviti su purea di cavolfiore e cumino con spuma di salvia
Ravioli Wanton fatti in casa con alghe wakame e funghi shitake
Carciofi, castagne e zucca gialla con timballo di amaranto, bambù e soia
Aspic di mele al thè menta con coulis di frutti di bosco.

Il tutto sarà “annaffiato” dai vini biologici Sugame (Greve in Chianti)  che verranno serviti in abbinamento con le quattro portate.
Se il menù vi ispira e volete regalarvi una serata speciale in una location splendida questa potrebbe essere una buona occasione!
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Per info e contatti:
La Palagina
Via Grevigiana, 4 – Figline Valdarno
www.palagina.it – ristorante@palagina.it
Tel. +39 055 9502931 – 339 4299402

Risotto al melone

Questa ricetta è la rivisitazione di un piatto che viene fatto nel ristorante in cui lavoro. Il piatto originale non è totalmente vegetale, ma ho subito pensato che sarebbe potuto essere delizioso anche senza i latticini e quindi mi sono messa all’opera.
Molti penseranno che un risotto con il melone sia molto dolce, e invece non lo è, mentre invece è decisamente fresco, morbido ed…estivo :)
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INGREDIENTI (x 4 persone)

300 g di riso integrale (se poi volete proprio usare quello bianco il piatto viene ugualmente buono, ma meno sano :P);
1 cipolla dorata;
1/4 di melone (buono!);
1/2 confezione di panna vegetale;
1 limone;
1 mazzetto di foglie di sedano tenere;
1 cucchiaino di semi di papavero
olio extravergine di oliva;
sale marino integrale;
acqua qb.

PROCEDIMENTO
Tritiamo finemente la cipolla e mettiamola a soffriggere con l’olio evo. Nel frattempo mettiamo dell’acqua a bollire (un pentolino). Uniamo il riso al soffritto e facciamo tostare pochi minuti.  A questo punto aggiungiamo l’acqua che sarà bella calda e facciamo cuocere. Mentre il riso cuoce, tagliamo il melone a dadini piccoli (circa mezzo centimetro) e tritiamo le foglie di sedano.
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Quando il riso è quasi cotto (1 minuto prima della cottura completa), uniamo il melone e la panna vegetale (io ho usato quella di cocco di IsolaBio, ma va bene anche riso o soia) e lasciamo sul fuoco ancora un minuto. Aggiustiamo di sale e se è troppo sodo aggiungiamo poca acqua e olio evo. Mettiamo il risotto al centro del piatto e cospargiamo con le foglie di sedano tritate, i semi di papavero e una grattata di scorza di limone.  Filo d’olio e via, il piatto è pronto.
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Pomodori ripieni di insalata russa vegetale

In queste calde giornate estive ho rallentato un po’ l’attività sul blog ma non quella sul campo. Dopo le due serate “Alla radice del concerto” ho avuto il piacere e l’onore di tenere dei corsi di cucina vegetale per dei gruppi di giapponesi interessati al cibo biologico, all’agricoltura naturale e all’alimentazione vegetale. Ringrazio Agricola Acquasanta e Reiko Akasura per avermi coinvolto in questo bellissimo progetto e i partecipanti al corso che mi hanno dato la soddisfazione di sentirmi chiamare “Laura-san”. Per me che sono stata una fan di Karate-kid è un mega privilegio!!!
Oggi quindi vi voglio presentare una ricetta che ho proposto proprio durante questi corsi. Una ricetta semplice, sia nel sapore che nell’esecuzione, ideale per le temperature di questi giorni!
Le dosi dipendono dal ruolo che questo piatto deve avere: se lo servite come antipasto, basterà mezzo pomodoro a persona. Se invece lo volete usare come secondo può andare bene un pomodoro intero. La ricetta quindi è per 5 persone che li mangiano come secondo o per 10 che li mangiano come antipasto :)

INGREDIENTI
– 5 pomodori rotondi, rossi e grandi come un pugno
– 3 patate
– 3 carote
– una tazza di fagiolini puliti (o piselli se preferite)
– maionese vegetale (vedi ricetta nel video “MiniMe di cucina vegetale”)
– sale
– semi di lino

PROCEDIMENTO
Innanzi tutto prepariamo le verdure per l’insalata russa: puliamole e tagliamo le carote e le patate a cubetti di poco più di mezzo centimetro. Lessiamo poi i fagiolini in acqua salata e appena cotti facciamoli raffreddare in una bacinella di acqua fredda per mantenere il colore verde. Dopodichè tagliamoli della grandezza delle altre verdure. Poi lessiamo carote e patate già tagliate. Raffreddiamo anche queste appena sono cotte e scoliamole.
Prepariamo la maionese come vi ho fatto vedere nel video dedicato proprio a questa ricetta. Tanto per rinfrescarvi la memoria: mettiamo latte di soia, succo di mezzo limone, cucchiaino di senape, sale e curcuma nel bicchiere del frullatore ad immersione e poi azioniamo il minipimer mentre versiamo a filo l’olio di semi. Vi riposto comunque il link del video.
https://www.youtube.com/watch?v=kDIKHgHhAJU
Quando la maionese è pronta la mettiamo un po’ in frigo.
Passiamo ai pomodori: li tagliamo a metà nel senso della larghezza e li svuotiamo. Il contenuto non buttatelo: può servire per fare il sughetto per un primo (la butto lì: aglio, olio, capperi, olive e polpa di pomodori dei pomodori ripieni, più erbe aromatiche a piacere).
Quando i pomodori sono svuotati mettiamoli su un vassoio e saliamoli un po’. Mischiamo le verdure lessate con la maionese (probabilmente ve ne avanzerà un po’ se usate le dosi del video…poco male, tanto dura un paio di giorni in frigo!) e utilizziamo l’insalata russa per riempire i pomodori. Infine cospargiamo con i semi di lino (a volte ho utilizzato anche il sesamo nero, oppure possiamo metterci del basilico fresco, insomma, variate come volete!).
I nostri pomodori sono pronti…da mangiare rigorosamente con le mani e a grandi bocconi.
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Mentre scrivevo la ricetta mi è venuta in mente anche un’altra versione di questa ricetta…la potremmo fare con delle verdure crude invece che cotte, riducendo ulteriormente l’esposizione al caldo dei fornelli. Quindi potremmo utilizzare per esempio carote, cetrioli o sedano, olive verdi e magari un po’ di foglie di lattuga tagliate fini fini. Poi si condisce tutto con la maionese e si riempiono i pomodori… voglio provare questa versione quasi crudista! :)

Alla radice del concerto


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Nelle ultime tre settimane ho scritto poco sul blog perché sono stata molto occupata nell’organizzazione e preparazione di due piccoli eventi che si sono svolti il 23 e il 30 giugno.
Si è trattato di due concerti-cena in cui io e Simone (Baldini Tosi) abbiamo dato libero sfogo alla nostra creatività: lui cantando le sue canzoni e scegliendo una tipologia di ambientazione particolare (prato, plaid e ascolto della musica sotto le stelle) e io sbizzarrendomi con alcune ricette #tuttevegetali.
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Il risultato è stato, per noi, un successo, perché ci siamo divertiti, abbiamo condiviso le nostre passioni con amici vecchi e nuovi e ci siamo confrontati con noi stessi e con ciò che ci piace fare.
Un’altra soddisfazione è venuta anche dal fatto che Promiseland, una nota newsletter vegan, ha diffuso la notizia di uno dei due eventi: per me è stato emozionante vedermi tra le “notizie”! Questo il link in cui potete leggere quello che è stato scritto in merito:
http://www.promiseland.it/2015/06/18/arezzo-cena-musicale-vegan/. Per questo articolo ringrazio Francesca Leolini che mi ha messo in contatto con Veganok Network :)
23 giugno 7Ringrazio tantissimo chi ha creduto in noi, non solo le persone che hanno partecipato a queste serate, ma anche chi ci ha ospitato letteralmente a casa loro: Simona del Canto del Maggio http://www.cantodelmaggio.com e Serena e Diego del Poggio.

Speriamo che ci sarà in futuro la possibilità di ripetere delle esperienze simili e l’opportunità di condividere un modo nuovo e un po’ diverso di trascorrere una serata per conoscere nuove persone, nuove canzoni, nuovi modi di mangiare.
Se siete curiosi potete guardare questo video per farvi un po’ un’idea https://youtu.be/P0d2Ej4YcCc e potete guardare le foto che gentilmente le persone che hanno partecipato hanno scattato e condiviso con noi.
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23 giugno 1 23 Giugno 2015_2 30 giugno 2015-4

 

Torta della zia

Rieccomi dopo un po’ di silenzio con una nuova ricetta, la Torta della “zia”. L’ho chiamata così perché è una torta alternativa alla classica torta della nonna e in quasi tutte le famiglie c’è una zia alternativa, un po’ strana no? Sperimentata già due volte, mi sento di condividere questa ricetta, ovviamente tutta vegetale, con voi.
Torta zia 1
Vediamo cosa ci serve per realizzare la Torta della Zia.

INGREDIENTI
Per la frolla:
– 600 g di farina tipo 2
– 190 g di zucchero di canna chiaro
– 1 bustina di lievito vanigliato
– 135 g di olio di semi (spremuto a freddo
– 130 g di acqua fredda
– scorza di un limone
– 1 pizzico di sale
Per la crema:
– 50 g di amido di mais
– 10 g di semolino o farina di riso
– 600 g di latte di soia vanigliato
– 90 g di zucchero di canna chiaro
– 1/2 cucchiaino di curcuma
– scorza di limone o di arancia
Per guarnire:
– 40 g di pinoli tostati
– 1 cucchiaio di zucchero di canna chiaro

PROCEDIMENTO
Innanzi tutto prepariamo la frolla. Uniamo insieme gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, sale e scorza di limone) e uniamo l’acqua e l’olio. Impastiamo velocemente e formiamo una palla che metteremo in frigo.
Prepariamo la crema. Uniamo l’amido di mais e il semolino di riso. Aggiungiamo 100 g di latte e otteniamo un composto liscio. Aggiungiamo lo zucchero, la scorza di limone (o arancia) e la curcuma e mischiamo bene. Intanto facciamo scaldare i restanti 500 g di latte. Quando questo è ben caldo uniamolo al composto precedente e mettiamo sul fuoco. Mischiamo continuamente perché in breve tempo la crema si solidificherà. Mischiamo bene con un mestolino di legno e quando ha raggiunto la consistenza della crema pasticcerà togliamo dal fuoco. Coprire la crema con della pellicola per non avere la crosticina in superficie, e fare intiepidire.
CRema pasticcera
Quando la crema è quasi fredda, tirare fuori la frolla e dividiamola in due parti (una leggermente più grande). Prendiamo prima la parte più grande e stendiamola con il mattarello. Foderiamo una tortiera con la carta forno e sistemiamoci la frolla. Mettiamo circa metà dei pinoli sul fondo della torta e successivamente versiamoci la crema. Distribuiamo uniformemente e, successivamente, ricoprire con la seconda parte di pasta che avremo steso. Cospargere con i pinoli rimasti e con dello zucchero di canna. Con gli avanzi di pasta creare un cordoncino da utilizzare per fare il bordino alla torta.
Mettere la Torta della zia in forno a 185 gradi per circa 40 minuti (controllate sempre che la frolla sia cotta prima di togliere dal fuoco).
La torta è pronta e può essere servita appena si fredda. Mi è sembrato però che fosse più buona il secondo giorno…provare per credere 😀

Panzanella croccante

La panzanella è una ricetta che amo profondamente. E’ una cosa così viscerale che infatti quando ero incinta alla fine della mia gravidanza (giugno-luglio) non passava giorno in cui non mi facessi un bel piatto di panzanella che profumava di basilico.
Ad alcuni però (non toscani, devo dire la verità), la consistenza della panzanella non piace. Ho pensato così di utilizzare gli ingredienti di questo piatto della cucina della mia terra per dare vita a qualcosa di diverso. Di seguito vi metto la ricetta, ma senza dosi, perché non si è mai vista una panzanella in cui siano indicati i grammi di pomodoro o di pane!!!

INGREDIENTI
Pane casalingo
Pomodorini datterini
Cipolla rossa
Cetriolo
Mezzo bicchiere scarso di acqua
1 cucchaino di agar agar
Basilico
Aceto bianco (più aceto balsamico)
Sale
Olio extravergine Oliva (più olio per friggere)

PROCEDIMENTO
Tagliare il pana a fette e poi a cubetti di circa un centimetro e mezzo per lato. Mettere il pane in una teglia, salare e condire con olio EVO.
Tagliare a metà i datterini, metterli in una pirofila di ceramica, aggiungere un po’ di sale, olio e un po’ di aceto balsamico.
Mettere pane e pomodori in forno e cuocerli finchè il pane non è croccante ed i pomodorini non si sono un po’ asciugati.
Mettere l’acqua in un pentolino e sciogliere il cucchiaino di agar agar in polvere. Accendere il fuoco e portare a bollore mescolando ogni tanto. Intanto frullare il cetriolo.  Quando l’agra agar si è sciolto (un minuto circa dal bollore) aggiungere il frullato di cetriolo e un po’ di aceto bianco (a seconda dei gusti). Portare a bollore e appena bolle spegnere. Versare in un contenitore rettangolare e far freddare, prima a temperatura ambiente e poi in frigo.
Ingredienti panzanella

Tagliare le cipolle a fette di mezzo centimetro. Grigliarle in una piastra di ghisa.
Friggere le foglie di basilico in olio di semi e metterle ad asciugare su un foglio di carta assorbente.
Quando tutti gli ingredienti sono pronti possiamo assemblare il piatto. Mischiamo il pane con i pomodori e condiamo con un po’ di aceto bianco e altro olio. Mettiamo nel centro del piatto e disponiamo sopra il pane le cipolle ad anelli e la gelatina di cetriolo tagliata a cubetti. Decorare poi con la foglia di basilico.

Video ricetta – Tofu con alghe kombu

Buongiorno a tutti. Questa è la nuova videoricetta che ho preparato a casa della mia amica Antonella dell’Agricola Acquasanta (vi ricordate l’ultimo video che ho pubblicato?). Spero che vi piaccia e che proverete a realizzarla. Di seguito trovate la trascrizione della ricetta.

INGREDIENTI
– 4 panetti di tofu (totale circa 500 gr)
– 4 alghe kombu
– 5 cipolle dorate
– due manciata di uvetta
– 4 cucchiai di aceto bianco
– olio extravergine di oliva
– un po’ di farina per infarinare il tofu
– Olio di girasole biologico per friggere
– Sale
– Pepe in grani
– 1 cucchiaino di coriandolo

PROCEDIMENTO
Iniziamo facendo rinvenire l’alga nell’acqua. Può essere l’occasione per cuocere dei legumi che mangeremo in un secondo momento (l’alga kombu durante la cottura dei legumi ha proprietà carminative, cioè limita la formazione del gas intestinale). Dopo circa 10 minuti dal bollore togliamo l’alga dall’acqua bollente e la mettiamo da una parte (controllate comunque che l’alga sia abbastanza morbida, potrebbe volerci qualche minuto in più).
Passiamo alle cipolle che taglieremo a fettine non sottilissime, considerate circa 3-4 mm. Mettiamole in un tegame con dell’olio extravergine di oliva e facciamole soffriggere per un po’. Quando iniziano a dorarsi saliamo, abbassiamo la fiamma e lasciamo stufare fino a quando non diventano morbide. Se vediamo che si stanno colorendo troppo bagniamo con un po’ di acqua.
Mentre le cipolle finiscono di cuocere tagliamo il tofu a cubetti piccoli (1 cmx 1cm) e passiamoli nella farina. Eliminando la farina in eccesso, mettiamo il tofu in un tegame in cui avremo già fatto scaldare l’olio per friggere e cuociamo fino a quando non si forma un po’ di crosticina. A quel punto sapremo che il nostro tofu è bello croccantino. Via via che togliamo il tofu dall’olio mettiamolo ad asciugare su della carta assorbente.
Mentre cuociamo l’ultima mandata di tofu tagliamo a striscioline sottili l’alga kombu e mettiamo a friggere anche questa. Ci vorranno pochi istanti e l’alga diventerà anche lei croccante. Mettiamola sulla carta assorbente e torniamo alle nostre cipolle. Alziamo il fuoco ed aggiungiamo l’aceto e l’uvetta. Aggiustiamo di sale e aggiungiamo qualche grano di pepe leggermente schiacciato e il coriandolo.
A questo punto possiamo comporre il nostro piatto disponendo un letto di cipolle alla base, poi il tofu e infine le alghe fritte. Possiamo  decorare con qualche rametto di erba aromatica e un fiore come ho fatto io.

Video girato e prodotto da Simone Baldini Tosi.

Cup cake al cacao con panna di anacardi

Questa è una ricetta semplice e veloce, proprio come le tradizionali ricette dei cup cake. Questi dolcetti quindi sono adatti per quando dobbiamo fare un dolce, magari per dei bambini, ma non abbiamo troppo tempo. Lo stesso impasto può essere utilizzato anche per fare una tortina al cacao magari da riempire con una ganache al cioccolato…slurp!
Vediamo di cosa abbiamo bisogno per fare circa 10 cupcake.

INGREDIENTI
– 100 gr farina 0
– 100 gr farina manitoba
– 120 gr zucchero integrale (tipo Panela)
– 1 cucchiaino di lievito vanigliato per dolci
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato
– 2 cucchiai colmi di cacao in polvere
– 90 ml olio di semi (girasole deodorato o arachidi)
– 230 ml latte di soia
– 120 gr di anacardi
– 30 gr latte vegetale
– 30 gr panna di cocco
– 1 cucchiaio di zucchero di canna chiaro

PROCEDIMENTO
Uniamo prima gli ingredienti secchi (farine, zucchero, lievito, bicarbonato, cacao) e setacciamoli in modo che non ci siano grumi. Poi aggiungiamo gli ingredienti liquidi (olio e latte di soia). Mi raccomando attenzione all’olio perché se usate quello di girasole non deodorato i cup cake avranno un sapore molto particolare e forte che a me sinceramente non piace. Per quanto riguarda il latte, io ho utilizzato quello vanigliato. Se non volete utilizzare il latte di soia potete sostituirlo con latte di riso, di altri cereali o di mandorla. Amalgamiamo bene il tutto fino ad avere un bel composto liscio. Volendo si potrebbero aggiungere, per farli ancora più golosi, delle gocciole di cioccolato fondente. Riempiamo i pirottini per circa 2/3 e inforniamo a 170 gradi per circa 30 minuti (controllate comunque la cottura con lo stecchino per sicurezza).
Mentre i cup cake si cuociono prepariamo la panna. Mettiamo gli anacardi, che avremo precedentemente tenuto in ammollo mentre preparavamo l’impasto per i cup cake, nel bicchiere del frullatore ad immersione. Aggiungiamo il latte vegetale, la panna di cocco e lo zucchero e iniziamo a frullare. Se non vi piace il sapore di cocco utilizza della panna di soia al naturale e i semi di mezzo baccello di vaniglia. La consistenza deve risultare cremosa ma deve restare su, proprio come la panna montata. Eventualmente aggiustate con altra panna se vedete che rimane troppo solida. La consistenza dipende infatti anche da quanto sono stati in ammollo gli anacardi. Mettiamo la panna in frigo per farla solidificare un po’.

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Quando i cup cake cono pronti lasciarli freddare. Prima di servirli copriamoli con la panna di anacardi e disponiamoli su un piatto da portata. Possono essere decorati con un lampone (come ho fatto io) oppure con un altro tipo di frutta, con dei fiori commestibili o con delle gocce di cioccolato…insomma, potete sbizzarrirvi!

Videoricetta – Pici alla briciola

Ciao a tutti,
con grande piacere che condivido con voi la nuova videoricetta. Sono particolarmente fiera  di questi pici alla briciola perché si avvicinano (anche se non riuscirò mai a farli esattamente uguali) a quelli della Zia Marcella di Montepulciano. Chi conosce il ristorante “Il Cittino” sa di cosa sto parlando!

Vi riporto di seguito la trascrizione della ricetta. Se mettete le mani in pasta condividete la vostra esperienza se vi va.

INGREDIENTI (per 2 persone)
Per la pasta:
– 150 g di farina di grano tenero, io ho usato la tipo 2 che è un po’ più grezza
– 50 gr di semola di grano duro, ci aiuterà a non avere un impasto troppo appiccicoso
– mezzo cucchiaino di sale
– 100 gr di acqua calda, quasi bollente.
Per il condimento:
– uno o due spicchi d’aglio
– olio extravergine di oliva
– un paio di manciate di pane a legna ridotto in pezzetti piccoli
– un mazzetto di erbe aromatiche
– sale e pepe.

PROCEDIMENTO
Per prima cosa facciamo l’impasto. Uniamo la farina alla semola e aggiungiamo il sale. Mischiamo un po’ e poi aggiungiamo l’acqua calda. Iniziamo a mischiare prima con un cucchiaio e poi impastiamo con le mani. Dopo un po’ trasferiamo la pasta sul piano di lavoro e continuiamo a impastare per qualche minuto, fino a quando non avremo una pasta bella liscia. A questo punto riponiamo la pallina di pasta in a ciotola e la copriamo con un panno appena umido per non farla seccare. Lasciamo riposare almeno per mezz’ora.
Trascorso questo tempo dividiamo la palla di pasta in due e aiutandoci con le mani o con un matterello stendiamola fino ad uno spessore di circa mezzo centimetro. Tagliamo la pasta a striscioline e poi iniziamo a lavorarla per creare i pici. Non devono essere troppo grossi ma neanche troppo sottili. Considerate un pochino più grossi dei bucatini. Facciamo lo stesso procedimento anche per l’altra metà dell’impasto. Via via che i pici sono pronti mettiamoli su una teglia coperta con della carta e in po’ di semola per non farli attaccare.
Poi prepariamo il condimento. Tritiamo l’aglio e mettiamolo insieme all’olio in un tegame. Poi tagliamo grossolanamente le erbette aromatiche e quando l’aglio inizia a soffriggere aggiungiamo il pane e le erbe. Lasciamo sul fuoco per qualche minuto, aggiustiamo di sale e aggiungiamo del pepe se vogliamo.
Mentre il condimento è sul fuoco cuociamo i pici in abbondante acqua salata e bollente. Saranno pronti dopo circa 7 o 8 minuti. Scoliamoli e versiamoli nel tagame del condimento. Facciamo saltare qualche secondo, disponiamoli su un piatto e decoriamo a piacere.

Una torta di mele

Finite le feste di Pasqua eccomi con una nuova golosità… E’ la rivisitazione di una ricetta che avevo chiamato “Torta della Quaresima” e a cui ho aggiunto delle mele e delle mandorle. Spero che vi piaccia :)

torta mele

INGREDIENTI
– 180 gr di farina tipo 2 (ma va bene anche con la farina normale, solo che fa più male)
– 40 gr di amido di mais
– 120 gr di zucchero di canna chiaro
– mezza bustina di lievito per dolci
– 150 gr di latte di mandorla (o altro latte vegetale)
– 30 gr di acqua
– il succo di un’arancia
– 60 gr di olio di semi di arachidi
–  manciata di mandorle pelate
– 2 mele
– zucchero a velo

PROCEDIMENTO
Uniamo la farina, l’amido di mais, lo zucchero e il lievito in una ciotola capiente. In un altro contenitore uniamo gli ingredienti liquidi.  Mischiamo tutto insieme evitando che si formino dei grumi.
Rivestiamo una teglia di 22 cm con la carta forno e versiamoci il composto.
Sbucciamo  le mele, dividiamole in quarti e tagliamole la fettine sottili.  Tagliamo anche le mandorle grossolanamente. Distribuiamo le mandorle sulla torta e poi disponiamo le fettine di mela a raggiera.
Mettiamo la teglia in forno già caldo a 180 gradi pr circa 40 minuti.
Quando la sforniamo aspettiamo che si intiepidisca. Disponiamo la torta su un piatto da portata e cospargiamo con zucchero a velo.
Se vi piace potete mischiare insieme allo zucchero a velo anche della cannella.
Volendo fare la torta più ricca, potete aggiungere oltre alle mandorle anche dell’uvetta.
Io l’ho mangiata tiepida ed era ottima. la prossima volta gli faccio anche una crema alla vaniglia. 😛

Mozzarella vegetale

Cucinare vegetale oltre  a dare soddisfazione perché si sente di fare qualcosa di buono per l’ambiente, per la propria salute e per gli altri esseri viventi, è anche una sfida. Credo che moltissimi dei cuochi  che scelgono di prediligere una cucina vegetale si imbattono, prima o poi, nell’irrefrenabile voglia di creare qualcosa che ricordi il formaggio e i latticini. Questo penso non accada tanto (o non solo) perché sentono la mancanza di questi alimenti, ma perché sono ingredienti che in alcune preparazioni danno un effetto e una consistenza particolare ai piatti. Quindi ecco che anche io mi accingo, come molti altri, nella preparazione di formaggi vegetali.
La prima ricetta che voglio condividere è quella della mozzarella veg. Devo dire che questa mozzarella non fila (l’ho usata nella pizza ed è rimasta in forma tale e quale), ma il sapore è davvero buono. E’ piaciuta anche ad un gruppetto di giapponesi che mi hanno fatto i complimenti (yeah!!). Per questo motivo dedico questa ricetta a Reiko San, Sumiko e Kumiko :)

Mozzarella veg

INGREDIENTI

– 40 g di semolino di riso
– 25 g di amido di mais
– 2 cucchiai di lievito alimentare
– 1 cucchiaino di agar agar
– 1 cucchiaino di sale marino integrale
– 350 g di latte di soia
– 1 confezione di panna di soia (circa 250 g)
– 50 g burro vegetale (cocco, soia…)
– poco olio di oliva per ungere lo stampo

PROCEDIMENTO
Uniamo in un pentolino di acciaio inox gli ingredienti secchi e poi a poco a poco il latte e la panna cercando di non creare grumi. Eventualmente, se ciò accade, utilizziamo il minipimer per eliminarli. Mettiamo sul fuoco ed aggiungiamo anche il burro vegetale.
Iniziamo a mischiare il composto fin da subito perché il semolino di riso tende a scendere verso il basso e quindi a formare un blocco in fondo al pentolino.  Continuiamo a cuocere per alcuni minuti a fiamma dolce assicurandosi però che arrivi al bollore. Teniamo sul fuoco girando con un mestolino di legno fino a quando il composto è bello sodo ed appiccicoso. A questo punto ungiamo uno stampo rettangolare con poco olio extravergine di oliva e versiamo il composto ancora caldo. Livelliamolo e lasciamo raffreddare la mozzarella vegetale per un po’. Quando è arrivato a temperatura ambiente mettiamolo in frigorifero e lasciamolo riposare per almeno 2 o 3 ore.
La mozzarella vegetale si conserva per 4 giorni in frigorifero e si presta per diversi utilizzi. Noi l’abbiamo mangiata su una pizza con carciofi e cipolla fatta con pasta di farina di farro e lievito madre, ma è molto buona anche condita con dell’olio aromatizzato e delle erbe aromatiche e spalmata sul pane. Nella foto in alto infatti la vedete con olio all’aglio e timo e rametti di timo :) Può essere anche utilizzata per mantecare un risotto al posto del burro e del parmigiano.

foto

 

 

Brioches per la colazione

A grande richiesta la ricetta delle brioches veg, senza burro e senza uova. Devo dire che non sono un triste surrogato delle “vere” brioches, ma sono proprio buone e soprattutto non lasciano quella sensazione di pesantezza dopo averle mangiate (sì, ho usato il plurale perché ne ho mangiate 2!!).

Brioches Veg

INGREDIENTI
– 300 g di farina manitoba
– 300 g di farina tipo 2 (potete usare anche 0 o 00)
– 150 g zucchero di canna grezzo + 1 cucchiaino
– 80 ml di latte di soia
– 1 bustina di lievito di birra secco (8 grammi), oppure 16 g fresco
– 150 g di burro vegetale (meglio se margarina fatta in casa)
– 160 ml di acqua tiepida
– aroma di vaniglia (meglio se naturale)
– scorza di un limone grattata (facoltativo)
– 2 cucchiai di vin santo (o rum per dolci)
– 1 cucchiaino raso di sale
– malto di riso sciolto in un cucchiaio di latte di soia per spennellare

Con queste dosi vengono 12 brioches. Le tempistiche sono un po’ lunghe ma se vi organizzate come ho fatto io riuscirete a gustare queste ottime brioches la mattina appena sfornate…2 giorni dopo aver fatto l’impasto, però!. Ci metteremo al lavoro la sera subito dopo cena.

PROCEDIMENTO
Mettiamo l’acqua tiepida in una tazza e versiamoci dentro la bustina di lievito con un cucchiaino di zucchero. Lasciamo lì per 5 minuti a fare un po’ di bollicine mentre uniamo gli altri ingredienti. Uniamo le due farine, lo zucchero e il sale. Aggiungiamo il burro vegetale morbido (io ho usato una margarina che ho fatto da me con del caglio di latte di soia, acqua fredda, olio di girasole deodorato, lecitina di soia…poi magari più in qua metto la ricetta perché per ora l’ho fatta a occhio :P). Dopo uniamo anche il latte di soia e iniziamo a mischiare. Poi mettiamo gli aromi (vaniglia, limone e vin santo) e infine aggiungiamo l’acqua con il lievito. Se non volete usare vin santo o rum, magari mettete altri 2 cucchiai di latte vegetale. Impastiamo bene per almeno 5 minuti, ma anche 10 va bene. Se vedete che l’impasto è troppo appiccicoso aggiungete un po’ di farina, ma dovrebbe andare (potrebbe essere più umido se usate la margarina fatta in casa invece che quella comprata). Quando l’impasto è bello liscio, mettiamolo in una ciotola abbastanza grande perché la pasta gonfierà e copriamo con un telo o con la pellicola trasparente. Lasciate lievitare  tutta la notte (considerate che questa ricetta l’ho fatta a marzo quando non è ancora troppo caldo. Forse facendola in estate bisognerà tenere l’impasto nel luogo più fresco della casa per non farlo stra-lievitare).
La mattina quando ci svegliamo, diamo una piccola impastatina alla pasta che sarà più che raddoppiata e mettiamo l’impasto (che si sarà sgonfiato) in frigo. Usciamo e andiamo a dare il nostro contributo al mondo e alla comunità :)
La sera prima di cena tiriamo fuori l’impasto dal frigo. Ceniamo con tutta tranquillità e subito dopo cena tiriamo fuori l’impasto dalla ciotola (dovrebbe aver rigonfiato un po’). Stendiamolo facendo un cerchio spesso circa 1 cm. Tagliamo il cerchio in 12 spicchi e arrotoliamoli come si fa con i cornetti (lo sapete no? Arrotolate a partire dalla base del triangolo verso la punta. Allungate un po’ la pasta in modo che possiate fare più arrotolamenti :)
Brioches veg non lievitate
Mettiamo le brioche ben distanziate tra loro su un paio di teglie da forno di alluminio coperte di carta forno (non usate la teglia nera del forno perché sennò il sotto si brucia!!!) e spennelliamo con un po’ di malto di riso sciolto in un cucchiaio di latte di soia. Se non avete il malto potete usare anche solo il latte di soia. Mettiamolo nel forno spento fino alla mattina seguente.
Brioches veg lievitate
La mattina appena svegli tiriamo fuori le brioches che dovrebbero essere belle gonfie e accendiamo il forno a 180 gradi. Facciamolo scaldare per una quindicina di minuti e poi inforniamo le brioche per 20 minuti. A quel punto durante quei 20 minuti la casa sarà inondata da un profumo di paste incredibile, questo già vale la pena di aver fatto questa ricetta! Quando le brioches sono dorate tiriamole fuori. Aspettate che si intiepidiscano prima di mangiarle, sia per non bruciarvi la bocca (posso testimoniare che la temperatura interna della brioche appena sfornata è simile a quella della lava!), sia perché il sapore migliora con un po’ di raffreddamento.

Questa è la ricetta per le brioches vuote. Ovviamente potete scegliere di metterci, nella fase di confezione dei cornetti un cucchiaino di marmellata oppure delle mele a pezzetti. Oppure potete farcire successivamente le brioches dopo che sono già cotte. Potete anche cambiare la forma e fare delle treccine o dei saccottini. Insomma sbizzarritevi!
Ultima cosa: ho provato a congelare delle brioches già arrotolate  ma non lievitate perché ovviamente a meno che non abbiate ospiti che dormono da voi, 12 brioches in una mattina non si fanno fuori e, per me, la brioche è buona massimo del giorno dopo ma non di più! L’idea era quella di ricreare le brioches congelate che si trovano al supermercato e che alcuni bar utilizzano quando rimangono a corto di quelle che hanno acquistato dai pasticceri. L’esperimento è andato abbastanza bene anche se la brioches in questione non si è gonfiata tanto quanto le altre. L’avevo tirata fuori prima di andare a letto (intorno alle 23). La prossima volta provo a tirarla fuori prima di cena e poi vi dico come va. Diciamo comunque che l’esperimento ha funzionato quindi volendo si potrebbero anche raddoppiare le dosi e fare una bella scorta di brioches da cuocere giorno per giorno. Che ne dite? Non sarebbe fantastico?

Croccante senza zucchero

Chi ci avrebbe mai pensato ad un croccante senza zucchero? Io no. Però gli amici della macrobiotica sì! Questa ricetta quindi non l’ho inventata io ma l’ho imparata durante un corso di cucina macrobiotica in cui ho scoperto che anche questo stile alimentare può proporre gustosissimi piatti. Questo croccante sta inoltre benissimo con un altro dolce che ho imparato a fare durante lo stesso corso che è la mousse al limone (ovviamente #tuttavegetale).

Croccante2

INGREDIENTI

– 1 tazza di cereali soffiati (in questo caso ho usato il miglio)
– 1 tazza di frutta secca e semi (mandorle, nocciole,  sesamo, girasole, zucca)
– 1/2 tazza tra uvetta e fichi secchi
– 5 cucchiai colmi di malto di riso
– un filo di olio per la teglia

PROCEDIMENTO
Mischiamo il cereale soffiato scelto (riso, farro, miglio, mais, avena…) alla frutta secca e ai semi (potete usare fichi, datteri, albicocche, noci, pistacchi…insomma, tutto quello che vi viene in mente). Alla fine uniamo il malto e iniziamo a mischiare. Ci possiamo aiutare con le mani per distribuire bene il malto, ma vi avviso che vi appiccicherete molto :P.
Prepariamo una teglia ricoprendola di carta forno che ungeremo leggermente e distribuiamo il composto in modo che si formi uno strato di massimo 2 cm.

 Croccante1

Mettiamo in forno già caldo a 180 gradi per 15 minuti e poi lasciamo raffreddare. Quando sarà tiepido si sarà indurito come il croccante e si potrà tagliare a pezzi.
E’ davvero buono, croccante, gustoso e dolce ma non stucchevole…sì, perché avevo detto senza zucchero e non “non dolce”!
Il malto è un dolcificante che rispetto allo zucchero viene assorbito dall’organismo più lentamente ma in modo più equilibrato rendendolo così più digeribile. Per quanto riguarda le calorie invece ne ha poche meno del saccarosio (zucchero bianco). Magari sui vari tipi di dolcificanti ci farò un post specifico, ok?

Tarte tatin alle pere con panna di mandorle

La Tarte tatin è un classico della pasticceria francese che mi piace moltissimo. In pratica è una specie di crostata di mele rovesciata. In questa ricetta propongo una versione ovviamente vegetale con le pere al posto delle mele e con lo zucchero di canna grezzo invece che con lo zucchero bianco.

Tarte tatin

INGREDIENTI
– 60 g di semola
– 140 g di farina 0
– 1 pizzico di sale
– 1 cucchiaio di amido di mais
– 80 g di zucchero di canna grezzo
– 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
– 90 g di burro vegetale
– 2 cucchiai di olio di semi di girasole o di oliva
– 2-3 cucchiai di acqua
– 3 pere
– 6 cucchiai di zucchero di canna
– 2 cucchiai di acqua (per il caramello) facoltativi
PER LA PANNA
– 1 manciata di mandorle pelate
– 2 cucchiai di anacardi
– 1/2 confezione di panna di cocco
– 1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo

PROCEDIMENTO
Uniamo semola, farina, amido di mais, sale, la cannella e zucchero e aggiungiamo poi il burro vegetale (volendo possiamo farlo anche da noi invece di utilizzare la margarina che spesso contiene olio di palma), i 2 cucchiai di olio e 2 o 3 cucchiai di acqua. Impastiamo fino ad ottenere una pasta tipo frolla. Mettiamo l’impasto in frigo per un’oretta. Intanto puliamo le pere e tagliamole in spicchi (8 per ogni pera). In un pentolino mettiamo i 6 cucchiai di zucchero di canna con due cucchiai di acqua e facciamo un caramello. Quando il caramello è ambrato, versiamolo sul fondo di una teglia che avremo ricoperto con la carta forno e disponiamo gli spicchi di pera a raggiera. Tiriamo fuori la nostra pasta frolla dal frigo e stendiamola della larghezza della teglia (io ho usato la teglia da 24 cm). Adagiamo la pasta sopra cercando di non romperla perché è abbastanza fragile, e inforniamo a 180 gradi per circa 40-45 minuti o comunque fino a quando la pasta ha preso il colore che desiderate. Spegnere il forno e far riposare la torta per 5 minuti. A questo punto rigiriamo la torta su un piatto di portata, togliamo la carta forno e il gioco è fatto!
Per fare la panna uniamo tutti gli ingredienti insieme e frulliamo con il minipimer. Se la vogliamo un po’ più liquida, quindi più simile ad una crema, possiamo aggiungere un po’ di latte vegetale. Decoriamo le fette di torta tiepida con la panna e con frutta secca o fresca di nostro gradimento (in questa foto la vedete con le bacche di goji) e serviamo.

Tofu marinato con broccoletti e cipolle caramellate

Nuova ricetta di oggi un ottimo secondo che vi farà ricredere sul tofu! Sì, perché per molte persone (anche per me fino a qualche tempo fa) cucinare il tofu in modo che sembrasse almeno qualcosa di commestibile era praticamente un mistero. Sembrava che solo la millenaria sapienza cinese potesse custodire tale segreto!

Tofu marinato

Di cosa abbiamo bisogno per preparare questo piatto per 4 persone?

INGREDIENTI
– 3 panetti di tofu da 125 grammi l’uno (totale 375 g)
– 1 bicchiere di acqua
– 1/2 bicchiere di tamari
– erbe aromatiche secche (timo, origano, alloro, salvia, rosmarino)
– 1 broccolo
– 1 cipolla rossa abbastanza grande
– 1 cucchiaio di zucchero integrale (o 2 di malto di riso se preferite evitare lo zucchero)
– olio extravergine di oliva
– sale marino

PER LA SALSA
– 1 cucchiaio di salsa tahini
– 30-40 g di latte di soia (o un po’ di più se la volete più liquida)
– 1 cucchiaio di succo di limone
– olio di girasole deodorato qb
– 1 cucchiaio di malto di riso
– sale

PROCEDIMENTO
Preparare la marinatura per il tofu versando l’acqua ed il tamari in una teglia. Aggiungere le erbe aromatiche e un cucchiaio di olio evo. Tagliare i panetti di tofu per orizzontale in 3 fettine alte circa mezzo centimetro e adagiarle sulla marinatura. Lasciare almeno per mezz’ora, ma ci possono stare anche un paio di ore.

Mentre il tofu si insaporisce (è qui che il saporaccio di cartone sparisce !!!) preparare le verdure. Tagliare il broccolo in cimette piccole e scottarle in acqua bollente e salata per un paio di minuti. Devono rimanere sodi. Appena trascorso il tempo di cottura farli freddare in acqua fredda. Scolare e lasciare da parte.
Tagliare la cipolla a fettine per il senso della lunghezza (praticamente “spicchi” sottili di circa mezzo cm) e metterla a rosolare con un po’ di olio evo. Salare e coprire con il coperchio per una decina di minuti circa. Trascorso questo tempo aggiungere lo zucchero (o il malto) e lasciarlo sciogliere. Spegnere e lasciare da parte.
Infine prepariamo la salsa. Nel bicchiere del minipimer mettiamo il cucchiaio di salsa tahini, il succo di limone e il latte di soia. Frulliamo in modo che la salsa tahini si sciolga. A questo punto aggiungere l’olio a filo e frullare fino a quando non raggiunge la consistenza della maionese. Aggiungere anche il malto, aggiustare di sale e la salsa è pronta.

Quando siamo pronti per preparare il piatto, mettere il tofu in forno a 180 gradi per circa 25 minuti. Quando mancano 5 minuti alla fine della cottura scaldare i broccoli (io li ho messi un po’ in forno) che andranno poi conditi con sale e olio, e scaldare le cipolle.

Per comporre il piatto mettiamo una fettina di tofu, disponiamo sopra uno strato di broccoletti. Poi un’altra fettina di tofu ed infine le cipolle caramellate.
Guarnire con la salsa al sesamo e volendo un po’ di riduzione di balsamico (come vedete nella foto).

P.s (come noterete avanzerà una fettina di tofu… ve la potete mangiare mentre preparate i piatti, così avrete la prova che il tofu così viene proprio buono :)

La maio en rose… Maionese veg rosa

Quanto sono belli i colori a tavola!

Broccoli e maionese rosa

C’è tutta una teoria dietro al potere dei colori nell’alimentazione e non so se funzioni o meno, sta di fatto che sicuramente dei bei colori, se sono naturali, rallegrano il nostro piatto!
ieri quindi ho fatto questa maionese vegetale rosa visto che mi era avanzato un quarto di bietola rossa da una preparazione precedente.
Non ho le dosi precisissime per questa ricetta, mi perdonerete. E’ però davvero semplice e basta osservare pochi accorgimenti per essere sicuri di una riuscita perfetta!

INGREDIENTI

– un pezzetto di barbabietola rossa lessata (ne ho usato un quarto)
– 1/3 di bicchiere di latte di soia non dolcificato (circa 50 gr credo)
– un cucchiaino di senape
– 1/4 di limone strizzato
– 1 pizzico di sale marino
– olio di girasole deodorato q.b.

PROCEDIMENTO

Con il frullatore ad immersione tritare finemente la bietola rossa con un cucchiaio di latte di soia fino a che non diventa una purea molto fine.
Nel bicchiere del minipimer, o comunque in un contenitore stretto e lungo, versare il latte, aggiungere la senape, il sale e il succo di limone. Versare a filo l’olio di girasole. Vedrete che la salsa inizia quasi subito ad addensarsi. Io ho continuato a versare fino a quando la salsa non è arrivata fino a circa un terzo del contenitore. A questo punto ho aggiunto la purea di barbabietola. Se vedete che la salsa diventa un po’ troppo morbida potete aggiungere un altro po’ di olio. Considerate però che in frigo si addensa un po’, quindi magari prima di servirla tenetela almeno una mezz’oretta in frigo.

Questa salsa è perfetta sia per farcire hamburger vegetali, per accompagnare verdure scottate (come ho fatto io con i broccoli romani), da spalmare su tartine o vol au vent.
La potete decorare con un pochino di erba cipollina e qualche goccia di purea di barbabietola come ho fatto io :)

Maionese rosa

“…Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas,
Je vois la vie en rose…”

Insalata di farro tiepida invernale

farro

INGREDIENTI

– 250 gr farro decorticato
– 2 carote
– ½ broccolo
– 1 cipolla bianca
– 1 tazza di lenticchie lessate
– 1 spicchio d’aglio
– una manciata di prezzemolo tritato
– sale marino integrale
– olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO

Innanzi tutto sciacquiamo il farro in acqua corrente e poi lasciamolo in ammollo per almeno 6 ore in 650 ml di acqua. Trascorso questo tempo mettiamo il farro con la sua acqua in una pentola di acciaio, aggiungiamo una presa di sale e portiamo a bollore. Quando l’acqua bolle abbassiamo la fiamma e copriamo con un coperchio. Facciamo cuocere fino a quando l’acqua non si è quasi tutta assorbita (circa 40 minuti). Il farro così cotto può essere preparato il giorno prima e conservato in frigo.
Puliamo le verdure: sbucciamo la cipolla, spazzoliamo le carote (se non sono biologiche peliamole) e sciacquiamo il broccolo. Tagliamo la cipolla grossolanamente e facciamola soffriggere con un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Quando è pronta mettiamola da parte.
Tagliamo le carote a dadini piccoli (circa 0,5 cm per lato). Dividiamo il broccolo in piccole cimette.
Mettiamo a bollire un pentolino di acqua. Aggiungiamo il sale e poi versiamo le carote. Dopo ¾ minuti togliamole con la schiumarola e mettiamole in un contenitore con acqua fredda per arrestare la cottura. Facciamo lo stesso con le piccole cimette di broccolo: mettendole nell’acqua fredda, oltre a rimanere croccanti manterranno anche un bel colore verde.
Infine saltiamo le lenticchie in una padella con un cucchiaio di olio e uno spicchio d’aglio.
Anche le verdure possono essere preparate in anticipo in modo da assemblare tutti gli ingredienti solo quando vogliamo portare il nostro farro a tavola.
Quando è il momento di servire il farro, mettiamolo in un largo tegame ed aggiungiamo tutte le verdure. Facciamo scaldare il tutto e infine cospargiamo con il prezzemolo tritato.
#cucinavegetale