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Social eating

Ogni tanto nasce una nuova tendenza. Negli ultimi tempi si sente parlare di Social eating e a me piace molto perché riguarda la mia passione, la cucina. Praticamente si tratta di ospitare persone in casa propria (o andare a mangiare da altri se si è “clienti”) per cena. Quindi tutto ciò avviene in una Home restaurant (altro inglesismo).

Social Eating
Social Eating

La possibilità di mangiare davvero bene è alta perché credo che chi si cimenta in questa cosa voglia sfoggiare i piatti che gli riescono meglio. L’idea del social eating mi piace quindi perché in modo semplice e senza troppe complicazioni si possono condividere le proprie abilità e il proprio amore per il cibo con nuove persone. Infatti un aspetto molto importante e che per me costituisce il valore aggiunto rispetto ad una normale cena fuori, è che ci si può trovare allo stesso tavolo con persone nuove, a casa di persone nuove. Tutte storie da ascoltare e raccontare. Sguardi nuovi sulla vita e nuovi modi di entrare in contatto con gli altri.
Come funziona praticamente però? Innanzi tutto bisogna iscriversi, ad un sito che permette di mettere in contatto “cuochi” con “mangiatori”. In Italia il più grande è Gnammo.com a cui anche io mi sono iscritta. A quel punto se si vuole ospitare si deve creare un evento, pubblicare un menu e delle foto, descrivere un po’ come si svolgerà la serata. Se invece si vuole andare solo a sgranare basta fare una ricerca per zona (esempio Arezzo o Firenze) e vedere chi è che organizza qualcosa. Se il menu ci piace, è fatta: si prenota, si paga con Paypal e si va a mangiare a casa di qualcuno. Facile no?
Qui copio il link al mio primo evento, una cena a casa in cui ovviamente mangeremo #tuttovegetale…chissà che non incontri qualcuno di voi 🙂

http://gnammo.com/events/2823/vegetale-e-gustoso-ci-credi

 

Tarte tatin alle pere con panna di mandorle

La Tarte tatin è un classico della pasticceria francese che mi piace moltissimo. In pratica è una specie di crostata di mele rovesciata. In questa ricetta propongo una versione ovviamente vegetale con le pere al posto delle mele e con lo zucchero di canna grezzo invece che con lo zucchero bianco.

Tarte tatin

INGREDIENTI
– 60 g di semola
– 140 g di farina 0
– 1 pizzico di sale
– 1 cucchiaio di amido di mais
– 80 g di zucchero di canna grezzo
– 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
– 90 g di burro vegetale
– 2 cucchiai di olio di semi di girasole o di oliva
– 2-3 cucchiai di acqua
– 3 pere
– 6 cucchiai di zucchero di canna
– 2 cucchiai di acqua (per il caramello) facoltativi
PER LA PANNA
– 1 manciata di mandorle pelate
– 2 cucchiai di anacardi
– 1/2 confezione di panna di cocco
– 1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo

PROCEDIMENTO
Uniamo semola, farina, amido di mais, sale, la cannella e zucchero e aggiungiamo poi il burro vegetale (volendo possiamo farlo anche da noi invece di utilizzare la margarina che spesso contiene olio di palma), i 2 cucchiai di olio e 2 o 3 cucchiai di acqua. Impastiamo fino ad ottenere una pasta tipo frolla. Mettiamo l’impasto in frigo per un’oretta. Intanto puliamo le pere e tagliamole in spicchi (8 per ogni pera). In un pentolino mettiamo i 6 cucchiai di zucchero di canna con due cucchiai di acqua e facciamo un caramello. Quando il caramello è ambrato, versiamolo sul fondo di una teglia che avremo ricoperto con la carta forno e disponiamo gli spicchi di pera a raggiera. Tiriamo fuori la nostra pasta frolla dal frigo e stendiamola della larghezza della teglia (io ho usato la teglia da 24 cm). Adagiamo la pasta sopra cercando di non romperla perché è abbastanza fragile, e inforniamo a 180 gradi per circa 40-45 minuti o comunque fino a quando la pasta ha preso il colore che desiderate. Spegnere il forno e far riposare la torta per 5 minuti. A questo punto rigiriamo la torta su un piatto di portata, togliamo la carta forno e il gioco è fatto!
Per fare la panna uniamo tutti gli ingredienti insieme e frulliamo con il minipimer. Se la vogliamo un po’ più liquida, quindi più simile ad una crema, possiamo aggiungere un po’ di latte vegetale. Decoriamo le fette di torta tiepida con la panna e con frutta secca o fresca di nostro gradimento (in questa foto la vedete con le bacche di goji) e serviamo.

Tofu marinato con broccoletti e cipolle caramellate

Nuova ricetta di oggi un ottimo secondo che vi farà ricredere sul tofu! Sì, perché per molte persone (anche per me fino a qualche tempo fa) cucinare il tofu in modo che sembrasse almeno qualcosa di commestibile era praticamente un mistero. Sembrava che solo la millenaria sapienza cinese potesse custodire tale segreto!

Tofu marinato

Di cosa abbiamo bisogno per preparare questo piatto per 4 persone?

INGREDIENTI
– 3 panetti di tofu da 125 grammi l’uno (totale 375 g)
– 1 bicchiere di acqua
– 1/2 bicchiere di tamari
– erbe aromatiche secche (timo, origano, alloro, salvia, rosmarino)
– 1 broccolo
– 1 cipolla rossa abbastanza grande
– 1 cucchiaio di zucchero integrale (o 2 di malto di riso se preferite evitare lo zucchero)
– olio extravergine di oliva
– sale marino

PER LA SALSA
– 1 cucchiaio di salsa tahini
– 30-40 g di latte di soia (o un po’ di più se la volete più liquida)
– 1 cucchiaio di succo di limone
– olio di girasole deodorato qb
– 1 cucchiaio di malto di riso
– sale

PROCEDIMENTO
Preparare la marinatura per il tofu versando l’acqua ed il tamari in una teglia. Aggiungere le erbe aromatiche e un cucchiaio di olio evo. Tagliare i panetti di tofu per orizzontale in 3 fettine alte circa mezzo centimetro e adagiarle sulla marinatura. Lasciare almeno per mezz’ora, ma ci possono stare anche un paio di ore.

Mentre il tofu si insaporisce (è qui che il saporaccio di cartone sparisce !!!) preparare le verdure. Tagliare il broccolo in cimette piccole e scottarle in acqua bollente e salata per un paio di minuti. Devono rimanere sodi. Appena trascorso il tempo di cottura farli freddare in acqua fredda. Scolare e lasciare da parte.
Tagliare la cipolla a fettine per il senso della lunghezza (praticamente “spicchi” sottili di circa mezzo cm) e metterla a rosolare con un po’ di olio evo. Salare e coprire con il coperchio per una decina di minuti circa. Trascorso questo tempo aggiungere lo zucchero (o il malto) e lasciarlo sciogliere. Spegnere e lasciare da parte.
Infine prepariamo la salsa. Nel bicchiere del minipimer mettiamo il cucchiaio di salsa tahini, il succo di limone e il latte di soia. Frulliamo in modo che la salsa tahini si sciolga. A questo punto aggiungere l’olio a filo e frullare fino a quando non raggiunge la consistenza della maionese. Aggiungere anche il malto, aggiustare di sale e la salsa è pronta.

Quando siamo pronti per preparare il piatto, mettere il tofu in forno a 180 gradi per circa 25 minuti. Quando mancano 5 minuti alla fine della cottura scaldare i broccoli (io li ho messi un po’ in forno) che andranno poi conditi con sale e olio, e scaldare le cipolle.

Per comporre il piatto mettiamo una fettina di tofu, disponiamo sopra uno strato di broccoletti. Poi un’altra fettina di tofu ed infine le cipolle caramellate.
Guarnire con la salsa al sesamo e volendo un po’ di riduzione di balsamico (come vedete nella foto).

P.s (come noterete avanzerà una fettina di tofu… ve la potete mangiare mentre preparate i piatti, così avrete la prova che il tofu così viene proprio buono 🙂

Cereali integrali

Come è fatto il chicco del cereale e perché è meglio consumare quelli integrali?

foto

Secondo molte correnti di pensiero, sarebbe ideale consumare cereali integrali a discapito di quelli raffinati. Effettivamente anche a logica questo sembra più che coerente, ma, giusto per correttezza, voglio dire che ci sono alcuni regimi alimentari che scoraggiano in generale il consumo di cereali (per esempio le diete proteiche) perché troppo calorici. In altri casi viene raccomandato di mangiare cereali integrali solo se biologici visto che le sostanze chimiche si depositerebbero in parte sullo strato esterno del chicco (la crusca). Nella macrobiotica infine viene suggerito di mangiare cereali in chicchi e non trasformati in farina perché solo nella forma del chicco il cereale mantiene tutte le sue caratteristiche.
Come è formato un chicco di cereale, come il grano per esempio? Escludendo il guscio (pula) che è la parte più esterna e che viene scartata perché fatta essenzialmente di cellulosa, sono tre le parti che lo costituiscono, e precisamente:

1) la crusca, che è la parte più esterna e ricca di fibre. Questo strato protegge il chicco dai parassiti, dalle malattie ed è quella che contiene molte vitamine come quelle del gruppo B;
2) il germe, che contiene oltre ad alcune vitamine (B e E) anche dei sali minerali;
3) l’endosperma che è la parte più ricca di proteine e zuccheri.

Le farine integrali, in particolari quelle macinate a pietra, contengono tutte e tre le parti del chicco e quindi conservano tutte le proprietà nutritive del cereale: le vitamine ed i sali minerali, gli zuccheri che ci danno energia e le fibre, importanti per l’intestino e per la corretta assimilazione degli zuccheri. Va considerato infatti come elemento positivo che gli zuccheri delle farine integrali vengono assimilati in modo più lento rispetto a quelli della farina raffinata (00) che è costituita essenzialmente dall’endosperma che è la parte che contiene l’amido. Basta guardare una tabella che riporta l’indice glicemico (l’indice glicemico indica la velocità con cui aumenta la glicemia dopo aver mangiato una certa dose di alimento), per vedere come le farine raffinate abbiano valori molto più alti di quelle integrali. Quindi se per esempio vogliamo controllare il nostro peso, non facciamo solo un raffronto sulle calorie, che di fatto non vede un grosso scarto tra cereali integrali e non, ma andiamo a guardare anche tutti questi altri fattori.

Appurato quindi che sarebbe buona cosa inserire nella nostra alimentazione cereali integrali in chicchi, e che questi chicchi contengono importanti sostanze per il nostro benessere, dobbiamo, quando possiamo, adottare cotture che preservino tali sostanze. Per questo sarebbe l’ideale cuocere i cereali in poca acqua (il doppio della quantità di cereale) a fuoco basso e lasciare che il liquido venga assorbito dai chicchi, senza quindi dover scolare l’acqua in eccesso.

Nella categoria “Basi di cucina vegetale” riporterò il procedimento dettagliato su come cuocere i cereali integrali.

La maio en rose… Maionese veg rosa

Quanto sono belli i colori a tavola!

Broccoli e maionese rosa

C’è tutta una teoria dietro al potere dei colori nell’alimentazione e non so se funzioni o meno, sta di fatto che sicuramente dei bei colori, se sono naturali, rallegrano il nostro piatto!
ieri quindi ho fatto questa maionese vegetale rosa visto che mi era avanzato un quarto di bietola rossa da una preparazione precedente.
Non ho le dosi precisissime per questa ricetta, mi perdonerete. E’ però davvero semplice e basta osservare pochi accorgimenti per essere sicuri di una riuscita perfetta!

INGREDIENTI

– un pezzetto di barbabietola rossa lessata (ne ho usato un quarto)
– 1/3 di bicchiere di latte di soia non dolcificato (circa 50 gr credo)
– un cucchiaino di senape
– 1/4 di limone strizzato
– 1 pizzico di sale marino
– olio di girasole deodorato q.b.

PROCEDIMENTO

Con il frullatore ad immersione tritare finemente la bietola rossa con un cucchiaio di latte di soia fino a che non diventa una purea molto fine.
Nel bicchiere del minipimer, o comunque in un contenitore stretto e lungo, versare il latte, aggiungere la senape, il sale e il succo di limone. Versare a filo l’olio di girasole. Vedrete che la salsa inizia quasi subito ad addensarsi. Io ho continuato a versare fino a quando la salsa non è arrivata fino a circa un terzo del contenitore. A questo punto ho aggiunto la purea di barbabietola. Se vedete che la salsa diventa un po’ troppo morbida potete aggiungere un altro po’ di olio. Considerate però che in frigo si addensa un po’, quindi magari prima di servirla tenetela almeno una mezz’oretta in frigo.

Questa salsa è perfetta sia per farcire hamburger vegetali, per accompagnare verdure scottate (come ho fatto io con i broccoli romani), da spalmare su tartine o vol au vent.
La potete decorare con un pochino di erba cipollina e qualche goccia di purea di barbabietola come ho fatto io 🙂

Maionese rosa

“…Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas,
Je vois la vie en rose…”