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Tutte le mie ricette vegetali

Zucca zucca delle mie brame…

Ormai l’autunno si è affermato e i colori e i sapori sulle nostre tavole cambiano. Abbiamo bisogno di calore, morbidezza e dolcezza e sentiamo meno l’esigenza delle note asprigne e fresche. Per questo alcune persone (come me, per esempio) considerano la zucca gialla l’ortaggio prediletto di questa stagione.
zucca2Bella, soda, vivace e durevole, la zucca gialla, nelle sue molte varietà, è per me un vero e proprio extra regalo della Natura. È come un dono inaspettato, un pacco con un bel fiocco da aprire anche in assenza di un’occasione particolare, “solo” per celebrare la vita (ho detto poco!).
A parte le caratteristiche estetiche della zucca che la rendono, come dicevo, un ortaggio eccezionale, quello che mi piace di questa verdura è che a fronte della sua dolcezza e della sua ricchezza di sapore, che rende numerosi piatti particolarmente ghiotti (basta pensare alla crema di zucca, al risotto, alle polpette o anche la zucca in forno con aglio e rosmarino), corrisponde un alimento molto ricco di nutrienti, digeribile e leggero.
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La zucca è infatti ricca di fibre, di vitamine (A, C) e minerali (calcio e potassio). Povera di grassi e zuccheri e quindi poco calorica (circa 15-18 kcal per 100 gr). Alla zucca, grazie alle sue caratteristiche, vengono attribuite varie proprietà tra le quali:
combattere insonnia, ansia e stress;
prevenire malattie cardiache tanto che viene considerata un ortaggio salva cuore grazie al beta-carotene e agli Omega-3;
contrastare colite e stitichezza perché, come già detto, ricca di fibre;
rinforzare capelli, unghie e pelle.
Va ricordato poi che i semi della zucca sono utilizzati da sempre come potenti vermifughi perché portano al distaccamento dei parassiti dalle pareti intestinali e ne facilitano l’espulsione.
Infine anche la buccia della zucca, che quasi tutti scartano, è in realtà commestibile (io la zucca con la buccia l’ho mangiata per la prima volta a Plum Village in Francia ed era buonissima!) e recenti studi hanno scoperto che contiene proteine che ostacolano il proliferare di batteri e funghi, cosa che la rende interessante come “antibiotico” naturale.
Zucca1
Un altro aspetto affascinante della zucca è che a questo frutto sono legate varie storie e leggende. Sicuramente una delle più carine (anche se a me fino ad ora sconosciuta) è quella che la lega alla festa di Halloween. La famosa Jack-o’-Lantern nasce da una vecchia storia irlandese (quanto mi piace l’Irlanda!!!) in cui il protagonista è un uomo di nome Jack, noto per essere un grande bevitore (era irlandese, come poteva essere altrimenti!). A questo link trovate tutta la storiella che vi potrebbe far piacere leggere.
Zucca jack-o-lantern
La zucca poi è sempre stata considerata, sia in Oriente che in Occidente, strumento di connessione con il mondo dei morti e mezzo per l’ascesa nel regno dei cieli, tanto che ne sono stati ritrovati dei semi dentro antiche tombe nella regione di Wurttemberg (vicino a Stoccarda).
E poi come non pensare alla zucca di Cenerentola che diventa una bella carrozza?
Insomma, la zucca è davvero una benedizione, ricca di gusto non solo per il palato ma anche per la fantasia. Vi invito quindi ad utilizzarla (la zucca…ma anche la fantasia :D) e magari a condividere le vostre ricette 🙂

Showcooking e altre avventure a tavola…

E’ arrivato l’autunno e con il cambio di stagione arrivano anche nuove idee. Questa volta ho organizzato un corso-degustazione in cui oltre a cucinare piatti completamente vegetali, spiegherò come preparare un menù #tuttovegetale che potrete riproporre a casa visto che vi lascerò le dispense con le ricette di ciò che assaggeremo.
Molte persone ancora pensano che se non c’è la carne (o il pesce) in tavola, il pasto non sia completo, ma vi assicuro che non è così. Ci possiamo sentire completamente soddisfatti, in pace con il mondo e assumere tutti i nutrienti anche (anzi, direi SOPRATTUTTO) con un menù che esclude cibi di origine animale.

Locandina web 23 10 2015

Chi ci ospiterà il 23 ottobre sarà Casaristobar, un laboratorio e cucina didattica ma non solo…la definirei una fucina di sogni e rifugio di sognatori. Grazie!
tavolo casaristobar
Per ulteriori informazioni contattatemi via Facebook o tramite i riferimenti sul volantino 🙂

Vellutata dolce d’autunno

…con crostini di pane aromatico e pesto di foglie di carota.

Questa ricetta per me è un successo perché  se c’è una cosa che non mi è mai piaciuta  sono le rape rosse. Da bambina le temevo come la peggiore delle schifezze. Devo dire che fortunatamente mia madre non mi costringeva a mangiarle, visto che mangiavo tutte le altre verdure… menomale! Ultimamente però, soprattutto da quando mi sto dedicando alla cucina vegetale, ho iniziato ad inserire la barbabietola rossa a piccole dosi  nelle mie ricette perché il suo colore brillante è davvero troppo invitante.
Barbabietola-Rossa
Con l’inizio dell’autunno ho iniziato a sperimentare nuove minestre, creme e vellutate e il freddo mi ha dato l’ispirazione per questa ricetta calda, avvolgente e dolce.  Spero che vi piaccia!

INGREDIENTI
Per la vellutata:
1 cipolla dorata
1 carota
700 gr di zucca gialla pulita
1 patata grande
1 barbabietola rossa
olio extravergine di oliva
sale
Per il pesto di foglie di carota:
1 mazzetto di foglie di carota
1 spicchio d’aglio
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di lievito alimentare
sale
Per i crostini e la decorazione:
3 fette di pane casalingo
olio
sale
rosmarino e salvia tritati finemente
1/2 confezione di panna vegetale (mandorla)
sesamo nero

PROCEDIMENTO
Per prima cosa prepariamo la vellutata. Se la nostra barbabietola è cruda mettiamola prima a cuocere o al vapore o in pentola a pressione, fino a che non risulta abbastanza morbida.
Intanto tagliamo a fettine sottili la cipolla e facciamola rosolare nell’olio. Aggiungiamo la carota tagliata a fettine e successivamente la patata e la zucca a tocchetti. Saliamo e aggiungiamo acqua bollente quanto basta a coprire tutte le verdure. Lasciamo cuocere fino a che le patate non saranno morbide (circa 30 minuti). Mentre le verdure cuociono prepariamo il pesto di foglie di carota. Prendiamo solo le foglie, laviamole e sbollentiamole pochi secondi in acqua leggermente salata. Scoliamole e immergiamole in acqua fredda per conservare la brillantezza del verde.
Strizziamo le foglie, tagliuzziamo con il coltello e mettiamole nel bicchiere del frullatore ad immersione. Aggiungiamo uno spicchio d’aglio, sale, lievito alimentare e olio quanto basta per ottenere un bel pesto verde.
Facciamo i crostini: tagliamo le fettine di pane a cubetti di circa 1 centimetro. In una padella antiaderente mettiamo dell’olio e quando è caldo mettiamoci i pezzetti di pane. Spolverare con le erbe aromatiche tritate e un po’ di sale. Quando il pane è croccante spegniamo il fuoco.
Terminiamo la vellutata aggiungendo la barbabietola rossa già lessata e tagliata a pezzetti alle altre verdure. Frulliamo il tutto per ottenere una vellutata. Aggiustiamo di sale e la densità aggiungendo un po’ di acqua se serve. Non facciamo bollire troppo dopo aver aggiunto la barbabietola per non perdere il colore rosso.
Componiamo il piatto versando nel piatto la vellutata, al centro i crostini, sul crostino un cucchiaino di pesto e poi decoriamo con panna vegetale, semi di sesamo nero e un filo d’olio.

“Cena di gusto” vegan alla Palagina

Credo che sia bello che accada che alcuni ristoranti “tradizionali” a volte decidano di confrontarsi con la cucina vegan. È segno del fatto che aumentano le persone che fanno richiesta di piatti vegetali sia per motivi etici, ma anche per la curiosità di assaggiare sapori diversi.
Siccome non è sempre facile trovare occasioni per mangiare vegetale in Valdarno, quando ho saputo che al ristorante La Palagina hanno dedicato una delle “serate di gusto” alla cucina vegan, ne sono stata molto contenta.
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Ho chiesto al manager del ristorante, Fabio Bernini del perché di questa scelta e mi ha detto che “ormai l’alimentazione vegan è una tendenza, ma non perché sia una semplice moda, ma perché la tendenza delle persone sarà sempre di più quella di una maggiore consapevolezza ed attenzione per la salute, per l’ambiente e per il benessere degli animali”.
Il menù è davvero invitante e mette in campo…ops, nel piatto, tutta la sapienza dello chef della Palagina, Federico Cardi. Ecco in anteprima quello che assaggeremo mercoledì 16 settembre:

Polpette di sesamo, ceci e spinaci serviti su purea di cavolfiore e cumino con spuma di salvia
Ravioli Wanton fatti in casa con alghe wakame e funghi shitake
Carciofi, castagne e zucca gialla con timballo di amaranto, bambù e soia
Aspic di mele al thè menta con coulis di frutti di bosco.

Il tutto sarà “annaffiato” dai vini biologici Sugame (Greve in Chianti)  che verranno serviti in abbinamento con le quattro portate.
Se il menù vi ispira e volete regalarvi una serata speciale in una location splendida questa potrebbe essere una buona occasione!
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Per info e contatti:
La Palagina
Via Grevigiana, 4 – Figline Valdarno
www.palagina.it – ristorante@palagina.it
Tel. +39 055 9502931 – 339 4299402

Risotto al melone

Questa ricetta è la rivisitazione di un piatto che viene fatto nel ristorante in cui lavoro. Il piatto originale non è totalmente vegetale, ma ho subito pensato che sarebbe potuto essere delizioso anche senza i latticini e quindi mi sono messa all’opera.
Molti penseranno che un risotto con il melone sia molto dolce, e invece non lo è, mentre invece è decisamente fresco, morbido ed…estivo 🙂
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INGREDIENTI (x 4 persone)

300 g di riso integrale (se poi volete proprio usare quello bianco il piatto viene ugualmente buono, ma meno sano :P);
1 cipolla dorata;
1/4 di melone (buono!);
1/2 confezione di panna vegetale;
1 limone;
1 mazzetto di foglie di sedano tenere;
1 cucchiaino di semi di papavero
olio extravergine di oliva;
sale marino integrale;
acqua qb.

PROCEDIMENTO
Tritiamo finemente la cipolla e mettiamola a soffriggere con l’olio evo. Nel frattempo mettiamo dell’acqua a bollire (un pentolino). Uniamo il riso al soffritto e facciamo tostare pochi minuti.  A questo punto aggiungiamo l’acqua che sarà bella calda e facciamo cuocere. Mentre il riso cuoce, tagliamo il melone a dadini piccoli (circa mezzo centimetro) e tritiamo le foglie di sedano.
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Quando il riso è quasi cotto (1 minuto prima della cottura completa), uniamo il melone e la panna vegetale (io ho usato quella di cocco di IsolaBio, ma va bene anche riso o soia) e lasciamo sul fuoco ancora un minuto. Aggiustiamo di sale e se è troppo sodo aggiungiamo poca acqua e olio evo. Mettiamo il risotto al centro del piatto e cospargiamo con le foglie di sedano tritate, i semi di papavero e una grattata di scorza di limone.  Filo d’olio e via, il piatto è pronto.
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